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Italia, il paese dove calano gli omicidi e aumentano tasse e povertà

Noi Italia

Fonte: Redattore Sociale

11 febbraio 2014

ROMA – “Noi Italia. 100 statistiche per capire il paese in cui viviamo”. E’ la fotografia dell’Italia scattata dall’Istat e pubblicata oggi, che prende in esame i temi della povertà, dei redditi, del lavoro, della criminalità.
Diminuiscono gli omicidi. Nel 2012 risultano in calo gli omicidi volontari, sia consumati sia tentati. Il tasso su centomila maschi passa da 4,4 del 1992 a 1,3 del 2012. Nel confronto europeo riferito al 2010 il nostro paese, con 1,0 omicidi volontari per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media dell’Ue27 (1,2 omicidi).
Oltre otto milioni di poveri. Nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono l’11,1 per cento; si tratta di 8,2 milioni di individui poveri, il 13,6 per cento della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 5,2 per cento delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui. Nel meridione e nelle isole la percentuale di famiglie povere è più che doppia rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno le famiglie in povertà relativa sono il 23,3 per cento di quelle residenti (contro il 4,9 del Nord e il 6,4 del Centro) e quelle in povertà assoluta l’8  per cento (contro il 3,7 e il 4,1 rispettivamente). Le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Sicilia (27,3 per cento) e Calabria (26,2 per cento). 
  
Aumenta la pressione fiscale. Nel 2012 la pressione fiscale sale al 44,1 per cento, 3,6 punti percentuali in più rispetto a quella media Ue27. Il dato italiano e” risultato complessivamente in linea con la media degli altri paesi europei fino al 2005, per poi distanziarsi segnando valori più elevati”.
Redditi inferiori a 2500 euro al mese. Nel 2011 circa il 58 per cento delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore all’importo medio annuo: 29.956 euro, circa 2.496 euro al mese. In Sicilia si registra il reddito medio annuo più  basso: il 50 per cento delle famiglie si colloca al di sotto di 17.804 euro annui, circa 1.484 euro al mese.
Occupati solo 6 su 10. Nel 2012 risultano occupate sei persone su 10 in eta’ 20-64 anni, con un forte squilibrio di genere a sfavore delle donne e un marcato divario territoriale. Il tasso di occupazione nella fascia di eta’ 55-64 anni e’ pari al 40,4 per cento, in aumento di circa 2,5 punti percentuali rispetto al 2011 ma inferiore alla media Ue27 (48,9 per cento).
Per ulteriori approfondimenti e le schede del rapporto clicca qui

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