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FQTS – Benessere e partecipazione. Le risposte della politica, i percorsi delle politiche, il ruolo del terzo settore

Marchio fqts

BENESSERE E PARTECIPAZIONE

Le Risposte Della Politica, I Percorsi Delle Politiche, Il Ruolo Del III Settore

Formazione Quadri del Terzo Settore Meridionale – Seminario Interregionale 2013-2014

21-23 febbraio 2014

Venerdì 21 febbraio

ore 14.00 Apertura dei lavori, saluti

ore 14.30 1aSessione Plenaria

Raccontare il sociale, cambiare il Paese. Terzo Settore, comunicazione, politica.

Per produrre un mutamento sociale è necessario avere una visione, una prospettiva. La cultura del fare da sola non è sufficiente: bisogna prima saper immaginare per quale nuova realtà si intende adoperarsi, costruire attenzione e consenso intorno a nuove idee, nuove interpretazioni dei problemi, nuove ipotesi di intervento. La comunicazione sociale, intesa come capacità di dare voci a soggetti diversi ed emarginati, e di promuovere una cultura e stili di vita improntati al rispetto dei diritti e della solidarietà, è una leva fondamentale del cambiamento. Essa è la voce dei bisogni nascosti, e il motore di forme di partecipazione e di politica nuova. Quali sono gli obiettivi e le strategie culturali del Terzo Settore per rinnovare la società e la politica del nostro Pese?

Ore 16.00 coffee break

Ore 16.30 2a sessione plenaria

Il paese che vogliamo per il nostro futuro. Percezione e domande di benessere nel paese lungo: salute, istruzione, lavoro e fragilità nell’Italia di oggi

Cosa conta davvero nella vita di ciascuno di noi per poter raggiungere il nostro benessere? Il tema del benessere è un tema centrale per politici ed economisti. Il rapporto tra crescita economica e benessere è piuttosto articolato e complesso, ed oggi, in un momento di profonde trasformazioni, la crescita economica non è più una misura sufficiente per catturare il più ampio concetto di benessere. Si tratta di una questione decisiva anche per la politica nazionale e locale perché è la crescita del benessere e della soddisfazione di vita degli elettori che è decisiva per la rielezione dei governi e per la costruzione delle regole, delle politiche e delle relazioni nella nostra società.  

ore 17.45 pausa

ore 18.00 3a sessione plenaria

Partecipazione e sostenibilità: i percorsi delle politiche di welfare

Siamo abituati ad associare il termine sostenibilità con i concetti di scarsità, mancanza, privazione. Ci hanno spiegato che chi la tira in ballo, vuole portare il mondo indietro ad un’epoca premoderna, fatta di sacrifici, autarchia, pauperismo. Nulla di più sbagliato… sperimentare dimensioni di sostenibilità sociale, economica ed ambientale vuol dire costruire pratiche collettive per il benessere comune, redistribuire risorse ed opportunità in modo partecipato, comunitario, in armonia con il mondo vivente . Una prospettiva di welfare possibile attraverso politiche concrete e comportamenti semplici che ognuno può adottare in modo individuale. Una proposta culturale per rinnovare la società e le relazioni tra le persone, i popoli, il mondo vivente…

20:30 Cena

Sabato 22 febbraio mattina

ore 9.30

4a sessione plenaria

Una Visione per L’Italia. Attuare il patto costituzionale

Uscire dalla crisi non vuol dire superare una momentanea flessione finanziaria, ma il fallimento di un modello di sviluppo economico diventato “pensiero unico”. Abbiamo finalmente lasciato alle spalle il secolo scorso, i suoi modelli sociali, gli equilibri internazionali, la sua struttura economica globale. C’è bisogno di una visione che ricomponga un orizzonte condiviso: un patto, l’accordo fondamentale con cui una società sceglie di stare assieme. Nel nostro paese equilibri e legami sociali si sono rotti. Cresce il divario civile tra nord e sud (in termini di capitale sociale, accesso ai diritti, alle risorse, alla conoscenza); intere generazioni hanno mancato l’appuntamento con il mercato del lavoro e – insieme a questo – con l’intero sistema della sicurezza sociale e della partecipazione democratica. Una comunità che vuole superare una crisi di sistema epocale, che ha sovvertito i tempi, le modalità della vita delle persone e delle collettività, per cui l’arco completo dei diritti, dei doveri e delle relazione tra gli appartenenti sono saltati, deve stipulare nuovamente quell’accordo.

video su costituzione

11.30 Pausa

ore 12.00

Cooperazione mediterranea. Le sfide per il terzo settore meridionale

Uno sguardo non imperialista al Mediterraneo può consentire al terzo settore meridionale di lavorare oltre la logica della “cooperazione interessata”, mediante progetti di co-sviluppo nei quali si sperimentano insieme strade nuove di ricerca della felicità personale e sociale, condividendo esperienze, culture, processi sociali, progetti, imprenditorialità. L’attivazione dei cittadini nei processi di democratizzazione e nelle risposte alla crisi rappresenta uno spazio concreto nel quale è possibile sperimentare forme di cooperazione capaci di fare del Mediterraneo il laboratorio di un nuovo modello di sviluppo, fondato sul protagonismo delle comunità locali e sulla redistribuzione delle risorse e delle opportunità.

Sollecitazione1

Piazza Tahrir: Partecipazione civica e solidarietà nell’esperienza della rivoluzione egiziana

Sollecitazione 2

Pane, libertà e giustizia. Il Mediterraneo, spazio di un nuovo protagonismo delle società civili

Ore 12:40

Tavola rotonda: Cooperazione mediterranea. Le sfide per il terzo settore meridionale

Ore 13:30 pranzo

Sabato 22 febbraio pomeriggio

Ore 15.00

Un’Italia più uguale e più giusta. Il ruolo del terzo settore

Il compito di rimozione degli ostacoli all’uguaglianza (pieno sviluppo della persona, partecipazione alla vita sociale) è affidato dalla nostra costituzione alla Repubblica. Dunque, non solo allo Stato ed alle istituzioni di ordine inferiore, ma anche ai cittadini singoli e associati.  È da qui che nasce l’impegno del terzo settore nonché l’esigenza di alimentare l’esercizio del “dovere di solidarietà” da parte di tutti i cittadini in un’ottica di reciprocità; perché è la reciprocità che sta alla base dei legami sociali, e il terzo settore – in certi casi più che la pubblica amministrazione – può ristabilite una reale simmetria sociale. Per rinnovare il patto fondamentale e un nuovo equilibrio, simmetria dei poteri, libertà, e opportunità nell’economia, nella partecipazione democratica, nell’accesso ai saperi, alla salute e ai diritti fondamentali c’è bisogno quindi di una “nuova redistribuzione”, una redistribuzione sussidiaria.

ore 16.30

Gruppi di lavoro – Redistribuzione sussidiaria, il ruolo del III settore: storie, esperienze, progetti

  1. mutualità territoriale e radicamento della sussidiarietà
  2. imprese e terzo settore, quale patto per uno sviluppo di comunità
  3. esperienze e modelli di gestione partecipata di beni comuni
  4. partecipazione e nuove tecnologie, esperienze a confronto
  5. nuovi strumenti di lotta alla povertà
  6. sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Welfare e green economy
  7. la comunicazione sociale attraverso lo storytelling
  8. costruzione Europa dei Popoli e Risorse Comunitarie
  9. terzo settore e costruzioni delle Relazioni tra le sponde del Mediterraneo

ore 20.30 cena

Domenica 23 febbraio mattina

ore 9.30 Plenarie di laboratorio. Obiettivi e programmi per il 2014

Programmazione e politiche strutturali europee – Gianni Pensabene portavoce Forum III settore Calabria, Pietro Vittorio Barbieri, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore

Nuove sperimentazioni di partecipazione e democrazia

Relazioni e sinergie tra profit e no profit nella redistribuzione sussidiaria

Cultura della sussidiarietà e dei diritti: rimozione degli ostacoli all’uguaglianza

www.fqts.org

Allegati:

Il programma
Il comunicato stampa

 

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