#Beni comuni #Ricerche

Le mafie restituiscono il maltolto

LiberaE’ stato Don Ciotti ad aprire la Conferenza nazionale sui beni confiscati alle mafie, organizzata da Libera e tenutasi sabato mattina al Campidoglio. Nelle parole il riferimento è stato all’Agenzia nazionale per i beni confiscati, che oggi necessita di più poteri; alla creazione di un albo degli amministratori, per distinguere i migliori da coloro che invece hanno solo accumulato poteri con le confische; all’intervento dell’imprenditoria italiana per il sostegno all’attività legale del bene confiscato.

Durante la conferenza Libera ha presentato il primo censimento sulle buone prassi di utilizzo dei beni confiscati: sono 395 le realtà sociali censite e che sono assegnatari di beni confiscati nel nostro Paese. Il 65,8% delle 395 realtà censite da Libera si trova nel Sud Italia, il 25% nel Nord e il 9% nel centro Italia. La regione con il maggior numero di esperienze positive risulta essere la Sicilia, seguita dalla Lombardia e Campania.
Nel dettaglio, il 58,5% del totale sono rappresentate dalle associazioni di cui la maggior parte sono cooperative operative, secondo la ricerca, principalmente nel settore minorile e di tutela dell’infanzia. Libera ha presentato però anche dati allarmanti:  secondo i dati di fine 2012 nel complesso i beni confiscati sono 11.238; di questi 3.995 non sono stati destinati dall’Agenzia nazionale e migliaia risultano bloccati da ipoteche bancarie, inagibili o da ristrutturare. 

Per l’occasione Libera ha poi presentato due nuove campagne: “Libera il Welfare, i beni confiscati per l’inclusione sociale” e “Impresa bene comune, il made in Italy dell’antimafia”

Per consultare i documenti della conferenza e delle campagne visita il sito www.libera.it

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