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Ai.Bi. – parte la campagna #iosonoundono

iosonoundono. AibiLa meraviglia dell’essere figli e genitori, le storie, i volti e le voci di giovani e famiglie che hanno provato e tutt’ora vivono la gioia dell’adozione.

E’ partita la campagna di Amici dei Bambini #iosonoundono, iniziativa per promuovere l’adozione internazionale che si svilupperà nei prossimi mesi attraversoiniziative pubbliche e convegni. Sarà rappresentata anche dal viaggio di un camper che, seguendo un percorso a tappe,  incontrerà tutti coloro che vorranno conoscere da vicino il significato profondo dell’adozione.

La bellezza dell’accoglienza, narrata dai testimoni attivi dell’adozione – figli, madri, padri – attraverserà l’Italia: una prospettiva diversa che pone al centro il dono dell’adozione dal punto di vista di chi lo ha provato in prima persona. #iosonoundono nasce infatti da riflessioni scaturite da alcuni figli adottivi ormai adulti che hanno compreso il valore del dono dell’adozione, superiore al dolore dell’abbandono.

Aibinews e un blog dedicato – iosonoundono.it – daranno costante aggiornamento sull’iniziativa che, sul fronte politico, sarà occasione per sostenere ancora la necessità di una riforma della legge e dell’intero sistema delle adozioni internazionali in Italia.

Già il manifesto di Ai.Bi. “Più famiglie e più adozioni”, evidenziando la crisi in essere – aumento degli abbandoni in tutto il mondo, crollo delle idoneità dichiarate dai Tribunali, costi elevati e iter  ancora molto lungo – ha proposto quale soluzione la riforma della legge 184 e la diffusione di una cultura positiva sulla più alta forma di accoglienza per un bambino in attesa di una famiglia.

Sono infatti noti i dati del crollo delle adozioni internazionali In Italia, che nel 2014 hanno registrato un calo del 30%di minori stranieri adottati nel nostro Paese rispetto al 2013 e del 50% rispetto al 2010. Si è passati infatti da 4.130 bambini accolti nel 2010 a 2.825 del 2013 a circa 2mila del 2014. Il rischio è che nel giro di pochi anni l’adozione internazionale si estingua del tutto. Una situazione tipicamente italiana, come appare evidente da un confronto con l’andamento degli altri Paesi. In Francia, Spagna e Stati Uniti, per esempio, il calo dei bambini adottati è iniziato molto prima che da noi, circa 10 anni fa, quando in Italia, invece, stava iniziando il periodo d’oro dell’adozione internazionale che avrebbe portato al picco del 2011 con 4.130 minori accolti. Nel nostro Paese la crisi è iniziata dopo, per cause evidentemente diverse da quelle che hanno condotto a un calo globale delle adozioni internazionali.

L’avvio delle iniziative di #iosonoundono ha coinciso con la sospensione da parte di Ai.Bi. del blocco dell’accettazione di incarichi per le adozioni – resosi necessario mesi fa – e con la ripresa dei mandati per nuove coppie di futuri genitori. “Adottare è possibile” vuole essere il filo conduttore di tutte le azioni promosse dalla campagna, in un contesto in cui la sfiducia è molto diffusa: uno dei traguardi è arrivare alla gratuità delle adozioni ma per raggiungerlo è importante che il sistema adozioni sia sempre più etico e trasparente. L’impegno di Ai.Bi. è quello di lavorare affinché, nell’interesse di ogni bambino abbandonato a rinascere figlio, gli enti autorizzati garantiscano elevati standard di professionalità, siano in grado di formare le coppie in Italia, prima e dopo l’adozione nonché di garantire un efficace accompagnamento all’estero. Altrettanto indispensabile è poter collaborare con una Commissione per le Adozioni internazionali che sia operativa in tutti i suoi organi e che disponga quindi di personale impiegato nelle diverse funzioni, necessarie per la vigilanza sugli iter, le procedure e il lavoro trasparente gli enti.

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