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Modavi – Cyberbullismo, “Bene il ddl, ma serve tavolo tecnico efficace”

Comunicato stampa

Roma, 2 febbraio 2017 – “Secondo gli ultimi dati, nel 2016 in Italia i casi di cyber-bullismo sono aumentati dell’8%. Due volte su tre la vittima è un preadolescente, ma l’età tende ad abbassarsi ulteriormente. Il 30% delle vittime mette in atto comportamenti di autolesionismo, mentre 1 su 10 avrebbe pensato o addirittura tentato il suicidio.

Ecco perché salutiamo con favore il via libera da parte del Senato al ddl 1261-B, concernente disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del cyber-bullismo. Condividiamo l’ottica “educativa” che anima il testo approvato, in quanto trattasi di una normativa rivolta principalmente a vittime e persecutori in età minorile e, in particolare, adolescenziale. Infatti, un approccio legato esclusivamente all’inasprimento di eventuali pene, senza strumenti concreti utili a prevenire e contrastare il fenomeno alla base, sarebbe stato poco lungimirante. Il “bullo” deve sapere che certi comportamenti costituiscono reato, mentre gli adolescenti che navigano in internet e utilizzano i social network devono conoscere i propri diritti e come poterli prontamente tutelare.

Per fare questo, e per combattere culturalmente il fenomeno, ovviamente, non basta una legge, ma vanno coinvolte le giuste realtà socio-educative che nelle scuole e sul territorio lavorano quotidianamente a sostegno dei giovani e dei più fragili. A tal proposito, ben venga l’istituzione di un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, a patto che la selezione e la gestione dei componenti e delle associazioni che ne faranno parte sia trasparente, equa ed efficace, senza finire per burocratizzare il fenomeno.

Infine, circa la realizzazione di campagne d’informazione e prevenzione e di progetti di contrasto al cyber-bullismo da realizzare nelle scuole previsti nel ddl, ancora una volta segnaliamo la necessità di introdurre la figura dello Psicologo Scolastico nell’organico delle scuole di ciascun ordine e grado, quale professionalità capace di offrire un servizio stabile di attenzione ai bisogni emotivi, psicologici e relazionali dei minori. Troppo spesso, i progetti sono solo delle iniziative spot, deboli e discontinue, che non offrono risposte concrete a fenomeni di disagio così gravi come il cyber-bullismo. Per tutelare il bene più prezioso, i bambini e gli adolescenti, ci vogliono investimenti economici stabili e le giuste professionalità”.

Lo afferma Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Modavi Onlus – Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano.

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