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UICI – Buona Scuola e disabilità visiva, intervista a Gianluca Rapisarda

Gianluca Rapisarda, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Ricerca, Formazione e Riabilitazione per la disabilità visiva (I.Ri.Fo.R.) dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), è stato intervistato recentemente da Daniele Piccinin per ofcsreport sui decreti attuativi della legge Buona Scuola in materia di disabilità.

Luci ed ombre emergono dai testi modificati dalle Commissioni parlamentari, attesi in Consiglio dei Ministri il 7 aprile.

“Innanzitutto”, spiega Rapisarda, “si rimette al centro la famiglia che partecipa a tutte le fasi: dalla formulazione del profilo di funzionamento dell’alunno alla quantificazione delle risorse da assegnare. Su richiesta delle famiglie, poi, il Piano educativo individualizzato (Pei) entra a far parte del profilo di funzionamento”.

Le Commissioni, poi, hanno proceduto ad inserire anche l’Osservatorio per l’inclusione scolastica istituito presso il Miur tra gli enti che parteciperanno alla stesura degli indicatori per la valutazione dell’inclusione scolastica.

Per quanto riguarda invece la formazione dei docenti specializzati, Rapisarda evidenza delle criticità: “su questa parte del decreto ritengo che il Miur debba necessariamente intervenire. […] Attualmente risulta insufficiente la preparazione e la formazione specifica sulla minorazione visiva da parte degli insegnanti specializzati e degli assistenti alla comunicazione. Secondo un’indagine dell’Irifor, ad esempio, è emerso che meno del 50% degli operatori scolastici conosce il Braille, che il 77,7% di loro non possiede competenze tiflodidattiche e tiflopedagogiche e che soltanto il 41,5% dei docenti per il sostegno e degli assistenti ha avuto esperienze pregresse con alunni non vedenti e ipovedenti. Non solo. Nella crescente delega al solo docente specializzato degli studenti con disabilità visiva, appena uno su quattro degli alunni minorati della vista svolge la lezione prevalentemente in classe, mentre più del 13% di essi sono emarginati e ghettizzati nella cosiddetta aula di sostegno”.

Infine la questione della continuità didattica: il neonato decreto, dice Rapisarda, non prevede nulla per contrastare il fatto che più del 40% degli attuali docenti per il sostegno sono supplenti e hanno incarichi precari “in deroga”. “Per ovviare bisognerebbe rivedere i criteri degli organici dei docenti specializzati, che dovrebbero poter transitare dal presente organico di fatto a quello di diritto delle scuole e prevedere un serio e strutturale piano di assunzione attraverso appositi concorsi”.

 

Qui l’intervista integrale.

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