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Auser – IX Congresso nazionale, Enzo Costa rieletto alla presidenza

Il presidente riconfermato alla guida dell’associazione per l’invecchiamento attivo: “nei prossimi quattro anni ci impegneremo di più e meglio per dare qualità alla vita delle persone di tutte le età”.

 

 

 

 

Si è concluso con la rielezione all’unanimità del presidente Enzo Costa il IX Congresso nazionale Auser, che si è tenuto dal 5 al 7 aprile presso il Grand Hotel Salerno.

Tre giorni di dibattito intenso, vivace, ricco di testimonianze e racconti di esperienze e progetti. Un mosaico di voci di persone di tutte le età che rappresentano la realtà dell’Auser di oggi, una grande associazione di donne e uomini impegnate a disegnare un Paese più coeso e solidale.

“Questo Congresso è un punto di partenza”, ha detto Enzo Costa nelle conclusioni; “abbiamo davanti quattro anni intensi e impegnativi per dare gambe alla nostra proposta di Patto Sociale che ridà centralità alla persona per tutto l’arco della vita, che tiene conto di bisogni in ogni fase dell’esistenza. Nei prossimi quattro anni ci impegneremo di più e meglio per dare qualità alla vita delle persone di tutte le età”.

Un’associazione che punta a un obiettivo ambizioso: avere una sede associativa in ogni comune italiano.  “Il territorio è la nostra casa”, ha proseguito Costa, “ed essere in ascolto delle persone uno dei nostri valori più importanti, possiamo raggiungere questa meta facendo rete con il sindacato dei pensionati e la Cgil”.

Nella giornata conclusiva del Congresso è intervenuta anche Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil. “Ricostruire la parola solidarietà e ridare dignità alle persone, Auser è un luogo straordinario per farlo”, ha sottolineato Susanna Camusso, che ha proseguito con un passaggio sulla distinzione fra impresa sociale e volontariato.

“Quando a una serie di servizi si accompagna il termine impresa è un’altra strada. Il terreno del sociale non può essere terreno del profitto, non si sacrificano al mercato le ragioni e i bisogni delle persone”.

Al IX Congresso, che si è svolto alla presenza di circa 300 delegati provenienti da tutta italia, è stato dato il titolo “Insieme sempre più forti”. L’Auser è un’associazione che ha percorso 28 anni di storia, di solidarietà, di impegno per valorizzare il ruolo degli anziani nel Paese. Un’associazione  in crescita che mobilita ogni giorno  quasi 45mila volontari, che coinvolge in attività di socializzazione e cultura oltre 300.000 iscritti nelle sedi che hanno raggiunto quota 1.543.

L’attività dell’Auser si muove nel bel mezzo di un importante cambiamento demografico. L’Italia ha conquistato il primato di Paese più vecchio d’Europa con il 21,7% della popolazione con più di 65 anni e  con oltre 3 milioni di over 80. Dati che potrebbero essere letti in positivo, ma  il risvolto della medaglia racconta che dopo i 65 anni cresce il fenomeno della non autosufficienza  che si impenna dopo gli 80 anni.

“Oggi abbiamo circa 2 milioni e mezzo di anziani afflitti da limitazioni funzionali – ha ricordato Costa nella sua relazione introduttiva. La spesa per l’assistenza di lunga durata passerà da 1,9% del Pil nel 2015 a 3,2% nel 2060. Nonostante questi dati diminuiscono gli anziani presi in carico nei servizi, sia nelle strutture residenziali che i percettori di indennità di accompagnamento. La spesa per servizi sociali per anziani di regioni e comuni dal 2009 al 2013 è diminuita del 7,9%. Un vero dramma per molti anziani e le loro famiglie”.

I dati della ricerca Auser “domiciliarità e residenzialità per l’invecchiamento attivo” presentata  recentemente a Roma parlano di oltre 561mila famiglie indebitate per pagare l’assistenza ad un non autosufficiente e di sempre meno comuni che offrono il servizio di assistenza domiciliare.

“L’insieme dei dati”, ha proseguito Costa, “ci dice che il nostro Paese affronta la sfida del cambiamento demografico con preoccupante ritardo e grande miopia. Per questo riteniamo che una legge che si occupi dell’invecchiamento della popolazione coinvolgendo gli anziani in attività di pubblica utilità e di formazione permanente attraverso il mondo delle associazioni, a partire da quelle come l’Auser che da anni già praticano queste politiche, non sia più rinviabile”.

Per l’Auser l’invecchiamento attivo è il nuovo paradigma da perseguire, nella piena convinzione che la vecchiaia va considerata come un età libera, non come un periodo di declino, è un’età in cui ci si può dedicare alla propria soggettività, rivalutare se stessi attraverso la realizzazione di attività che si rivolgono a far del bene agli altri, ricostruendo una vita di relazioni, impegno sociale, corretti stili di vita, apprendimento, attività ludiche e, in una società che diventa multietnica, rapporti e integrazione con le altre culture e solidarietà con i più giovani “sono questi i terreni su cui sviluppare e realizzare l’invecchiamento attivo insieme alle politiche della domiciliarità perché siamo convinti che se riusciamo a tenere le persone nel proprio domicilio è possibile costruire una qualità della vita migliore”, ha ribadito Costa.

“Le associazioni Auser nei territori sono il nostro cuore pulsante, è il territorio il punto centrale della dimensione politica ed organizzativa della nostra associazione”.

 

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