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Lavoro, dati preoccupanti nel Rapporto sulla sicurezza di ANMIL

Con il primo Rapporto Annuale sulla Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, ANMIL inaugura un prodotto editoriale innovativo ed unico nello scenario nazionale ed europeo.

Si tratta di un “annuario della sicurezza sul lavoro” che analizza, in chiave pratico-ricostruttiva ed immediatamente fruibile, i principali interventi del legislatore, della giurisprudenza (sentenze di merito e di legittimità), della prassi amministrativa (circolari ed interpelli ministeriale) e del mondo dello studio e della ricerca in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che hanno caratterizzato in modo significativo l’anno precedente e la metà dell’anno in corso.

Il Rapporto ANMIL sulla Sicurezza risponde all’esigenza di maggiore conoscenza delle norme e delle loro interpretazioni, per favorire una loro applicazione pratica più rapida e certa da parte di tutti. L’approccio, volutamente multilivello, è rivolto a tutti gli attori coinvolti nella gestione del lavoro, dai professionisti della materia agli addetti ai lavori, dal complessivo mondo dei lavoratori a chiunque sia interessato ad un aggiornamento dettagliato e ragionato sulle numerose novità che incidono sui molteplici aspetti della Salute e Sicurezza sul lavoro.

Dal Rapporto ANMIL sulla Sicurezza, nato dall’osservazione della situazione critica del Paese, sono emersi, in sintesi, i seguenti punti:

  • Nonostante i numerosi e significativi sforzi fatti dal Legislatore per migliorare l’apparato normativo in materia di sicurezza e prevenzione, i livelli di efficacia delle tutele restano ancora insoddisfacenti, specie in alcune aree del Paese ovvero in alcuni ambiti produttivi. Ad aggravare la situazione è la crisi economica, a fronte della quale gli investimenti in materia di sicurezza spesso diventano, agli occhi di alcuni operatori dei differenti settori economici, una “voce di spesa” sacrificabile come confermano, in primo luogo, alcuni dati statistici INAIL riportati in allegato.
  • Anche i dati forniti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nel Rapporto 2016, descrivono una situazione allarmante. Infatti, nel complesso, a fronte di 25.864 aziende ispezionate, sono state riscontrate 30.251 violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cui ben 27.480 di carattere prevenzionistico e 2.771 di tipologia tecnica. Per di più, rispetto al 2015, si registra un sensibile aumento del tasso di irregolarità del lavoro, riscontrato in sede ispettiva.
  • È evidente, dunque, uno scollamento tra norme e regole formali da un lato ed efficacia delle tutele sostanziali dall’altro.
  • Questo fenomeno dipende in primo luogo dalla necessità di semplificare e completare la disciplina prevenzionistica. Infatti, circa 10 anni dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza), sono ancora una ventina i provvedimenti da attuare e alcuni riguardano materie di grande rilievo. Peraltro, le recenti Riforme del Lavoro – tra cui il Jobs Act – pur potendo, non hanno contribuito in modo significativo a migliorare questo quadro.
  • Oltre alle norme inattuate, c’è poi un più ampio problema di natura culturale, collegato alla necessità di veicolare e diffondere al meglio i contenuti prescritti da norme complesse, attraverso strumenti agevoli, multilivello e gratuiti, alla portata di tutti: imprese pubbliche e private; lavoratori; specialisti e professionisti che, a qualunque titolo, si occupano di tale materia.

 

Qui l’executive summary del rapporto: Executive Summary Rapporto ANMIL

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