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Accordo CETA Ue-Canada: “il Parlamento non ratifichi”

Il Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), firmato tra Unione europea e Canada nel 2016, approvato dal Parlamento europeo nel febbraio 2017 e all’esame del Parlamento italiano nelle prossime settimane, è stato tra gli argomenti discussi nell’incontro avuto ieri dalla Presidente della Camera e dal Presidente del Senato col Primo Ministro canadese Trudeau.

In vista di quest’incontro, i rappresentanti di Arci, Coldiretti, Cgil, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Fair Watch avevano scritto lo scorso 3 maggio una lettera alla Presidente della Camera facendo presente l’impatto economico, sociale e ambientale che il CETA potrebbe avere sul nostro Paese.

Infatti, in nome della libertà di commercio, verrebbero fortemente peggiorati gli standard europei in materia di sicurezza alimentare, rispetto dell’ambiente, diritti dei lavoratori. Per gli scriventi, gli accordi di libero scambio dovrebbero invece essere effettivamente posti al servizio di obiettivi più vasti, come l’occupazione, i diritti umani, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile.

Il CETA inoltre prevede un sistema di risoluzione delle controversie sugli investimenti che permette alle imprese di citare in giudizio gli Stati e la Ue davanti a una corte arbitrale, con un sistema sbilanciato a loro favore.

Tutto ciò senza alcuna garanzia di trasparenza dei negoziati, che finora hanno risposto più alle esigenze delle lobbies economico-finanziarie che non alle esigenze dei cittadini.

I firmatari della lettera si dicono quindi pronti a impegnare le rispettive organizzazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli aspetti negativi dell’accordo, e chiederanno ai parlamentari italiani di votare no alla sua ratifica.

 

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