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“S Factor”, lo sport come fattore di sviluppo

Non solo attività motoria, ma anche elemento di sviluppo, coesione ed educazione per le persone e le comunità: questo è S Factor, il “fattore sport”  su cui ha portato l’attenzione il CSI (Centro Sportivo Italiano) con il confronto che si è tenuto il 7 luglio presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati. All’evento sono intervenuti, tra gli altri, il presidente nazionale Vittorio Bosio, Enrico Giovannini (portavoce dell’Asvis), Mons. Mario Meini (vicepresidente Cei), Paola Dieci (CSI Modena), Sebastiano Gazzo (CSI Catania) e Stefano Gobbi (direttore area comunicazione e relazioni esterne CSI).

S Factor è stata un’occasione per riflettere sull’importanza dello sport giovanile in Italia, anche alla luce dell’analisi elaborata da SG Plus Ghiretti&Partners: mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce per i giovani 60 minuti di attività motoria giornaliera, oggi i 4/5 degli adolescenti non risultano sufficientemente attivi. Oltre che essere controproducente per la salute, l’inattività ha effetti negativi anche dal punto di vista economico, comportando un costo dell’8,9% della spesa sanitaria italiana.

Il CSI, con la sua presenza capillare in tutto il territorio nazionale, i 500.000 giovani che coinvolge ogni anno e l’integrazione che produce attraverso l’attività sportiva (nel 2016 oltre 11.000 minori figli di profughi e richiedenti asilo hanno preso parte alle attività del CSI), si caratterizza come un vero e proprio “integratore sociale”.

A dimostrarlo, ci sono le diverse le buone pratiche realizzate in vari Comuni d’Italia che sono state presentate alla Camera dei Deputati. Tra queste, il progetto “Pronti, Partenza, Via!”, realizzato insieme a Save the Children e Uisp: un’esperienza di progettualità integrata, che ha saputo coniugare attività sportiva ed educativa, formazione e sensibilizzazione continua per i bambini ma anche per i genitori, su temi quali i sani stili di vita e l’importanza dell’attività motoria sin dalla primissima età scolare.

Il CSI ha nel suo dna di occuparsi di tutti“, ha detto il presidente Vittorio Bosio; “la sua esistenza ha senso perchè è ancora in grado di far fare sport a tutti. Il ruolo del Centro Sportivo Italiano è mettersi a disposizione delle comunità e dare opportunità. Siamo quelli del cortile, ma sappiamo fare accoglienza per tutti”.

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