#Integrazione #Migranti #Primo piano #Notizie

Sgombero migranti a Roma, “Atto violento contro chi non ha alternativa”

(Foto: E. Noviello – Unicef Italia)

Il 24 agosto, oltre 100 richiedenti asilo e rifugiati sono stati sgomberati da piazza Indipendenza, a Roma, dopo essere stati allontanati, cinque giorni prima, da un palazzo in via Curtatone occupato da diversi anni insieme ad altri 300 migranti. Le persone, in maggioranza etiopi ed eritree, sono state svegliate all’alba con gli idranti; alcune donne sono state colpite con i manganelli dalla polizia.

La condanna delle associazioni

“Lo sgombero violento delle persone eritree che avevano occupato lo stabile di via Curtatone a Roma è stato il pessimo epilogo di una vicenda in cui brillano le gravi mancanze riferibili alle istituzioni comunali e regionali”,  ha dichiarato don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). “In particolare, spiace ricordare che il Comune di Roma non ha ancora realizzato un piano accoglienza migranti assolutamente necessario. Questo favorisce il ricorso alla forza pubblica, che però in nessun caso dovrebbe condurre un’azione di sgombero nei modi visti a piazza Indipendenza, nei confronti di stranieri indifesi, diversi dei quali con problemi sanitari o minori, nella gran parte dei casi, per giunta, con un titolo legale per risiedere nel nostro Paese. L’amministrazione comunale dovrebbe aprire un vero confronto anche con il Terzo settore, invece di continuare a rifiutare ostinatamente ogni dialogo sociale con associazioni e cooperative sociali e a ripetere il mantra degli ‘immigrati grande business’. La questione accoglienza va governata, non demonizzata come sinonimo di malaffare.”

Per Arci, quanto accaduto rappresenta un “altro atto violento per risolvere l’ennesima emergenza abitativa alla quale l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine non sanno trovare altra risposta che gli sgomberi, in ossequio alla linea del ministro Minniti e dei decreti legge che portano la sua firma. Le persone che occupavano piazza Indipendenza, quasi tutti rifugiati del Corno d’Africa, come tante altri cittadini stranieri, rifugiati e richiedenti asilo sono da tempo uscite dal circuito dell’accoglienza pubblica che non è stato evidentemente in grado di costruire le condizioni per dare loro autonomia e un alloggio dignitoso. Sono solo una parte dei tanti che sono costretti a trovare soluzioni abitative di fortuna nelle grandi aree urbane, e che vengono costantemente allontanate con la forza e senza una alternativa”.

Gli idranti che sono stati usati dalle forze dell’ordine per ricacciare nell’ombra i rifugiati del Corno d’Africa, si legge nella nota di Arci, “sono il simbolo di una pulizia violenta e forzata che non ha alcun interesse a salvaguardare i principi costituzionali e di umanità che dovrebbero condizionare ogni atto pubblico, e che sembra, soprattutto nel caso di Roma, voler nascondere sotto il tappeto ben altri e più importanti problemi”.

Nonostante lo sgombero senza preavviso del palazzo in via Curtatone, nessuna sistemazione accettabile è stata proposta alle centinaia di persone, che sono quindi state costrette a dormire per strada. Per questo motivo le reti di Ong AOI, CINI e Link 2007 chiedono al Governo e all’amministrazione cittadina risposte urgenti: “i richiedenti asilo”, scrivono in un comunicato congiunto, “hanno diritto alla protezione e all’assistenza, tanto più se originari da Paesi – come è il caso dell’Eritrea – che a giudizio della comunità internazionale non assicurano alcun minimo standard di rispetto dei diritti umani fondamentali. L’Italia non può e non deve dare segnali come questo. Le Ong italiane chiedono alle istituzioni di fornire immediate rassicurazioni sulla sistemazione delle famiglie sgomberate e rinnovano il loro impegno, in Italia e nei Paesi di origine dei rifugiati, al fianco delle organizzazioni internazionali e delle Nazioni Unite”.

 

A questo link la descrizione dello sgombero del 24 agosto nelle parole del portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini: http://www.unicef.it/doc/7713/sgombero-dei-rifugiati-a-roma-crisi-di-gestione-non-di-migranti.htm

Collaborazioni

acri
anci
caritas
buone notizie
Dire
fondazione triulza
istat
mecenate
minstero del lavoro
Next
finanza sostenibile
redattore sociale
Social economy
unioncamere
welforum