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Il 25 novembre anche le donne con disabilità contro la violenza

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel mondo, ricorda Unicef, circa 15 milioni di ragazze  tra i 15 e i 19 anni sono state costrette a rapporti sessuali o altri tipi di violenza sessuale durante la loro vita; solo l’1% delle ragazze adolescenti che hanno subito violenza sessuale ha dichiarato di aver chiesto l’aiuto di uno specialista; 1 bambina o ragazza su 4 contrae matrimonio prima di aver compiuto 18 anni e 63 milioni di ragazze hanno subito mutilazioni genitali.

A Roma, in occasione della Giornata internazionale, si terrà una grande manifestazione organizzata dal movimento “Non una di meno”, che quest’anno vedrà una significativa novità: la presenza di donne e ragazze con disabilità. Queste ultime parteciperanno come gruppo, informale ma coeso, e sotto uno striscione senza sigle, per portare il loro sostegno contro la violenza maschile e di genere in tutte le sue forme. Ma non solo.

La partecipazione di tante donne con disabilità sarà importante per fare finalmente emergere la discriminazione plurima da esse subìta, fatta di costrizioni e violenze sia fisiche che psicologiche, di esclusione. Perché donne e perché disabili.

È un messaggio, questo, sostenuto con forza dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che ha richiamato sia la Convenzione ONU che gli ormai numerosi atti e pronunciamenti UE: la prospettiva delle donne e delle ragazze con disabilità va considerata in tutte le politiche in materia di parità di genere. 

Un altro segnale importante per un cambiamento culturale in Italia sul tema della violenza sulle donne è poi arrivato  dalle istituzioni, il 23 novembre, con la presentazione del Piano strategico nazionale 2017-2020. Secondo Federconsumatori, era assolutamente necessario un documento di questo tipo che riconoscesse finalmente  che la violenza contro le donne è una violazione grave dei diritti umani fondamentali, che bisogna costruire percorsi di autonomia per uscire dalla condizione di subordinazione e violenza e che le donne hanno diritto a sentirsi tutelate e ad ottenere giustizia il prima possibile.

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