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In Libia oltre 115.000 bambini senza istruzione. La denuncia di Unicef

UNICEF/Libia: 5 scuole distrutte e 210 chiuse a causa dei combattimenti a Tripoli e nei dintorni. Oltre 115.000 bambini senza istruzione.

7 gennaio 2020 Il recente aumento delle violenze a Tripoli e nei dintorni, in Libia, ha causato conseguenze devastanti sull’istruzione dei bambini, con 5 scuole distrutte e 210 chiuse, portando oltre 115.000 bambini fuori da scuola nelle aree di Ain-Zara, Abu Salim e Soug al Juma’aa.

Il 3 gennaio, 4 scuole sono state attaccate nella località di Soug al Jum’aa, a est di Tripoli, causando danni considerevoli, con impatto su circa 3.000 studenti.

I recenti attacchi sulle strutture scolastiche e l’insicurezza a Tripoli e nei dintorni stanno mettendo a rischio le vite dei bambini solo per andare a scuola ogni giorno. Nessun genitore dovrebbe mai scegliere fra l’istruzione dei suoi figli e la loro sicurezza. Più che luoghi sicuri per apprendere e crescere, le scuole a Tripoli sono diventate luoghi di paura.

I bambini che non vanno a scuola sono esposti a maggiore rischio di violenza e reclutamento nei combattimenti.

L’istruzione è un diritto di base per ogni singolo bambino – anche in aree colpite da conflitto. Gli attacchi sulle strutture scolastiche sono una gravissima violazione contro i diritti dei bambini, il diritto internazionale umanitario e i diritti umani. Privare i bambini dell’opportunità di apprendere ha un impatto devastante sul loro benessere e futuro.

L’UNICEF chiede alle parti in conflitto in Libia di proteggere i bambini sempre, fermare gli attacchi contro le scuole e astenersi dalle violenze, inclusi gli attacchi indiscriminati sui civili e le infrastrutture civili.


Per maggiori informazioni

Ufficio Stampa UNICEF Italia, tel: 06 47809233-346-272; cell: 335/7275877 e 334/1196798; email: press@unicef.it; Twitter: @UNICEF_ITAmedia; sito web: www.unicef.it

Portavoce: 342/8096397; e-mail: portavoce@unicef.it 

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