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Il non profit pugliese continua a crescere per numero di enti e di dipendenti

Il Portavoce regionale Davide Giove: “I nuovi dati Istat confermano il ruolo trainante dei percorsi di economia civile del terzo settore della Puglia. La Regione ne tenga conto concretamente.”

Bari 12 ottobre 2020 – L’Istat ha aggiornato i dati del censimento permanente sul non profit italiano, fotografando la situazione al 31 dicembre 2018.

Si confermano in crescita i dati assoluti del non profit pugliese con un aumento del 7,8% del numero delle istituzioni presenti sul territorio rispetto all’anno precedente e del 1,4% del numero dei dipendenti impiegati.

In Puglia risultano perciò attive, secondo i dati Istat, 18.485 istituzioni non profit che impiegano 37.811 dipendenti; ogni 10mila abitanti pugliesi ci sono perciò 46 enti e 94 dipendenti. Numeri importanti che assumono un significato più profondo se si considera che le decine di migliaia di dipendenti sostengono una rete fatta da oltre 300 mila volontari.

Se il primato per numero degli enti è delle 15.655 associazioni, la maggior parte dei dipendenti (oltre 22.000) appartiene al mondo delle cooperative sociali. Ma in questo variegato mondo rientrano diverse altre forme giuridiche, dalle fondazioni ai comitati alle diverse specie di impresa sociale.

La parte più consistente del non profit pugliese è rappresentato dagli enti di terzo settore, la cui voce ai tavoli di partenariato socioeconomici spetta al Forum Terzo Settore della Puglia, ente più rappresentativo secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I numeri assoluti e il trend in crescita ci dicono alcune cose – commenta il Portavoce del Forum, Davide Giovetra le quali la più importante è che l’economia civile sviluppata dal non profit si conferma in espansione e anticiclica rispetto ai venti di crisi che tardano ad abbandonare questo spicchio di Europa”.

Il non profit pugliese si occupa ogni giorno di cultura, sport, ricreazione, assistenza sociale, protezione civile, istruzione e ricerca, filantropia, sanità, sviluppo economico, coesione sociale, servizio civile, cooperazione e solidarietà internazionale e in questo un ruolo di assoluto primo piano spetta alle reti associative e cooperative aderenti al Forum del Terzo Settore attive in percorsi mutualistici e di sussidiarietà circolare, in grado di offrire risposte ai bisogni delle comunità e al tempo stesso di disegnare percorsi di innovazione culturale, economica e sociale.

Il terzo settore pugliese rappresenta una solida rete di protezione sociale – prosegue Gioveche si è dimostrata indispensabile nelle fasi più complicate del lockdown. Ora si tratta di liberarsi dalla logica emergenziale e comprendere che la messa a sistema delle risposte ai bisogni è possibile solo attraverso un rapporto organico tra enti pubblici, privato profit e privato sociale, come peraltro è previsto dal nuovo Codice”.

I dati Istat evidenziano infatti l’importanza di procedere con urgenza agli adempimenti previsti dalla riforma e dal nuovo Codice del Terzo Settore.

Spesso si è portati a credere che la riforma consista semplicemente negli adeguamenti e nelle trasformazioni che gli enti del terzo settore dovranno attuare. Ma il Codice ci dice molto di più, poiché anche gli enti locali e in primis la Regione sono chiamati ad uno sforzo di rinnovamento e di co-costruzione. Mentre in Puglia giacciono inutilizzati i fondi stanziati dal governo per la strutturazione dell’ufficio per il Registro unico del terzo settore e ci sono avanzi delle passate annualità sui fondi per le associazioni di volontariato e di promozione sociale, gli uffici della Regione dedicati al welfare ed al terzo settore risultano sottodimensionati e addirittura sguarniti di figure dirigenziali di sezione e di servizio. Abbiamo ricevuto a riguardo rassicurazioni dal Presidente Emiliano e dal capo dipartimento Vito Montanaro – conclude il Portavoce Giove ma insistiamo perché le soluzioni arrivino immediate e si proceda con urgenza perché non si corra il rischio che il Covid interrompa il percorso di infrastrutturazione sociale e culturale che il non profit con fatica ha costruito in questi anni in Puglia”.

 

Qui il Report del Forum Terzo Settore della Puglia sui dati Istat della regione

 


Al Forum del Terzo Settore della Puglia aderiscono: AGESCI, ACLI, ARCI, Legacoop Sociali, Confcoop Federsolidarietà, ANOLF, ANSPI, ANTEAS, Eridano, AUSER, CNCA, CSAIN, CSEN, CSI, ENDAS, UISP, GRUPPI Vincenziano, MODAVI, Legambiente, Italia Nostra, Fidas, Anffas, Comunità Emmanuel, ANPAS, AICS, UNPLI Pro Loco Puglia, A.D.A., A.G.C.I. Sociale, ARCI Servizio Civile.

Contatti:

Angela Petruzzelli +39 388 840 0234
forumterzosettorepuglia@gmail.com

 

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