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La tutela dell’ambiente diventa principio costituzionale. Legambiente: “una vittoria” 

L’8 febbraio 2022 la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma costituzionale che introduce in Costituzione il principio della tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali.

In particolare, la riforma introduce un nuovo comma all’art. 9 Cost., al fine di riconoscere nell’ambito dei principi fondamentali, accanto alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione, anche quella dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Il principio di tutela degli animali viene inserito attraverso la previsione di una riserva di legge statale che ne disciplini le forme e i modi.

È anche modificato l’art. 41 Cost.: si stabilisce infatti che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in danno alla salute e all’ambiente, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti e riguardanti la sicurezza, la libertà e la dignità umana, e si riserva alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l’attività economica, pubblica e privata, a fini non solo sociali ma anche ambientali.

L’iter parlamentare: Il disegno di legge costituzionale è stato approvato, in prima deliberazione, dal Senato il 9 giugno 2021 e dalla Camera il 12 ottobre 2021 e, in seconda deliberazione, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, dal Senato il 3 novembre 2021 e dalla Camera l’8 febbraio 2022.
Ai sensi dell’art. 138 Cost., il disegno di legge di riforma costituzionale ha quindi concluso il suo iter, senza necessità di essere sottoposto a referendum.

Le novità introdotte: Sono modificate due disposizioni della Costituzione.

  1. Attualmente il secondo comma dell’ 9 Cost. assegna alla Repubblica il compito della tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico.

Con la riforma, un nuovo terzo comma è specificamente dedicato ai profili ambientali.

Il terzo comma risulta suddiviso in due periodi: il primo attribuisce alla Repubblica, accanto a quella dell’ambiente, anche la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, introducendo un riferimento all’“interesse delle future generazioni; il secondo periodo del comma ha come oggetto – ed è la prima volta che la Costituzione si riferisce ad essi – la tutela degli animali, attraverso l’introduzione di una riserva di legge statale che ne disciplini forme e modi.

La riforma ha di fatto introdotto una formulazione della tutela dell’ambiente evidentemente più estesa (quale ambiente, ecosistema e biodiversità) rispetto alla menzione della “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali” di cui all’art.117, secondo comma, lett. s) Cost. nella parte in cui si enumerano le materie su cui lo Stato ha competenza legislativa esclusiva.

  1. La riforma interviene anche sul secondo comma dell’ 41 Cost., aggiungendo alla previsione che l’iniziativa economica privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana l’ulteriore vincolo che essa non possa svolgersi in modo tale da recare danno alla salute e all’ambiente.

Prevede inoltre l’inserimento al terzo comma dell’art. 41 Cost. della possibile destinazione e coordinamento dell’attività economica pubblica e privata non solo a fini sociali, anche a fini ambientali.


Il commento di Legambiente 

La Camera dice sì alla tutela dell’ambiente in Costituzione. Legambiente: “Una bellissima notizia e una vittoria per l’ambiente” 

“Il via libera definitivo arrivato oggi dalla Camera alla proposta di legge che prevede l’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta una bellissima e storica notizia per il nostro Paese. Stiamo parlando di un tema cruciale legato al nostro Pianeta, al centro delle politiche mondiali, europee e delle mobilitazioni dei giovani, che non poteva mancare tra i principi fondamentali della nostra bellissima Costituzione. Ora l’auspicio è che il nostro Paese passi anche dalle parole ai fatti affrontando con più decisione e concretezza i grandi temi ambientali, a partire dalla lotta alla crisi climatica e dalla diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, e i tanti problemi irrisolti con interventi, riforme – come l’introduzione dei delitti contro la flora e la fauna che ancora manca all’appello – e azioni che vadano nella direzione della sostenibilità ambientale, dell’innovazione e della giusta transizione ecologica ed energetica”.

L’Ufficio stampa di Legambiente: 3496546593

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