#Associati

Caro bollette, Arci: “Aumenti insostenibili. Chiediamo sostegni urgenti per tutti!”

L’appello dell’Arci per  trovare una soluzione urgenti in grado di arginare l’ennesimo tsunami che si sta abbattendo sul nostro Paese che aumenterà le diseguaglianze sociali e farà chiudere migliaia di spazi sociali e culturali!
Per questi motivi e perché tutto ciò non accada Arci nazionale sostiene tutte le iniziative territoriali, da Nord a Sud, contro gli aumenti spropositati dei costi dell’energia.

La pandemia ha messo in ginocchio larga parte di questo Paese. Le famiglie sono in affanno, le imprese di ogni settore faticano a riprendersi, le risorse per i servizi pubblici non si trovano. Crescono le diseguaglianze sociali ed economiche. Anche Il Terzo Settore associativo e di volontariato non ce la fa più a stringere la cinghia; e se noi chiudiamo, a tante persone e famiglie verranno a mancare socialità, cura, cultura che spesso trovano solo nei nostri spazi. 

La situazione pandemica sembrerebbe migliorare ma ecco un nuovo, temibile, baco del sistema: l’aumento spropositato dei costi di luce e gas. Un aumento che sta già producendo maggiore povertà, meno capacità di spesa delle famiglie e anche una crescita insostenibile dei costi di gestione di quel mondo associativo che con i suoi spazi sociali cerca di dare conforto alle persone fragili e alle fasce più deboli della popolazione. Gli aumenti delle bollette, che vanno dal 40% al 100%, potrebbero dare infatti il colpo di grazia anche a gran parte del mondo associativo che ha subito drammaticamente gli effetti delle chiusure, delle norme per arginare il covid-19, della poca attenzione di media e politica alle esigenze di quel mondo che garantisce coesione sociale e spazi di vita sociale.

Chiediamo che il Governo faccia l’impossibile per contenere il costo delle bollette. Persone e famiglie, Comuni e enti territoriali, piccole e medie imprese, non devono pagare il prezzo dei ritardi di una transizione energetica giusta. E neppure tutto il Terzo Settore associativo, troppo spesso dimenticato dai provvedimenti di ristoro e sostegno. Segnaliamo al Governo, in questo momento così complicato della vita del Paese, che potrebbe essere ridimensionata la spesa militare che nel bilancio 2022 vale 26 miliardi di euro, il 3% dell’intero bilancio statale (a fronte, ad esempio, del solo 0,5% delle spese per la Cultura o dello 0,2% per la tutela della salute).


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