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“Ricuciamo il Paese”. A Roma l’assemblea dei soci del Forum del Terzo Settore

Il 26 ottobre dalle 10.30 a Roma presso l’hotel Eurostars Roma Aeterna in Via Casilina 125 si tiene l’assemblea dei soci del Forum nazionale del Terzo Settore. 

L’assemblea dei soci rappresenta un momento di confronto e di riflessione sui temi di attualità del Paese e sul ruolo del Terzo settore. Durante l’incontro verrà presentata l’Agenda Aperta 2025 “Ricuciamo il Paese“. 

La partecipazione è riservata ai soci, agli enti aderenti ed ai forum territoriali.

Di seguito l’introduzione all’Agenda Aperta 2025 della nostra portavoce Vanessa Pallucchi

“La terza edizione dell’Agenda aperta del Forum Terzo Settore prende forma in uno dei periodi storici più complessi, e per molti versi anche più bui, degli ultimi decenni, sia a livello nazionale che internazionale e globale. Due crisi emergenziali causate dalla pandemia da Covid-19, e poi dalla guerra in Ucraina, si sono aggiunte alle già numerose criticità che minavano il tessuto sociale ed economico del Paese, acuendo le disuguaglianze e superando in urgenza ed entità gli sforzi prodotti dal Terzo settore nelle sfide in cui era già impegnato.

La nuova situazione in cui ci troviamo a vivere e operare, drammatica sotto molti aspetti, impone nuovi obiettivi di ricostruzione che devono essere ispirati a tre grandi processi di sistema: cooperare a tutti i livelli, rendere i modelli socio-economici sostenibili e inclusivi, lavorare per la pace e il dialogo tra i popoli.

Se, almeno in un primo momento, è sembrato che la pandemia riuscisse a dare una spinta propulsiva a tali processi, le fasi successive dell’emergenza sanitaria e, soprattutto, la guerra scoppiata all’interno dell’Europa e la crisi energetica, li hanno messi profondamente in crisi. Riaffermarli e fare in modo che guidino il Paese nell’affrontare il presente e costruire il futuro, richiede dunque un impegno oggi ancora maggiore.

Quattro, in particolare, sono le frontiere su cui bisogna concentrare l’attenzione e gli sforzi: i giovani, le donne, l’ambiente e la pace.

In questo passaggio, il Terzo settore può e deve avere un ruolo fondamentale, che faccia leva sulla sua capacità storica di leggere i bisogni e i diritti negati delle persone, interpretare le sfide socio-economiche e individuare le risposte più adeguate, per produrre coesione sociale e innovazione. La cornice nella quale il Terzo settore opera rimane l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), ma con la consapevolezza della crescente esigenza sociale di prossimità dettata dal critico contesto storico attuale e, dunque, della sempre più forte urgenza di trasferire visioni e principi della sostenibilità nei territori e nelle comunità, dando loro concreta attuazione. Gli stessi SDGs devono essere letti, interpretati e perseguiti attraverso modalità aggiornate alla luce dei nuovi cambiamenti in atto.

Il Forum Terzo Settore, prima ancora che ente di rappresentanza politica delle reti degli aderenti (associazioni, cooperative e imprese sociali, organizzazioni di volontariato), deve continuare ad essere innanzitutto promotore di una visione di futuro, basata sull’individuazione di strumenti efficaci nel presente. Deve continuare, e a maggior ragione ora, a lavorare per imprimere ai processi di cambiamento in atto i valori della solidarietà, della pace, della fiducia, della giustizia e dell’inclusione sociale, potenziare la lotta alla riduzione delle disuguaglianze e della povertà, contribuire a una società più sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. In altre parole, operare per fare in modo che il dolore di ferite profonde inferte al tessuto sociale non spalanchi le porte all’individualismo, all’odio o alla paura dell’altro, all’indifferenza verso la sofferenza altrui, ma che, al contrario, proprio attorno a queste ferite si ricucia senso di umanità più forte di prima.

Il lavoro delle Consulte tematiche del Forum Terzo Settore risulta cruciale per procedere in questa direzione delineando, ciascuna per il proprio ambito specifico ma ciascuna interconnessa all’altra, obiettivi e attività per i prossimi anni.

L’Agenda aperta vuole essere, anche in questa terza edizione, lo strumento attraverso il quale ci si sposta da un piano più strettamente ideale a quello reale, il passo necessario per l’attuazione di politiche efficaci attraverso la co-programmazione e la co-progettazione del Terzo settore con le Pubbliche Amministrazioni.

Nel momento in cui questo documento viene elaborato, tante sono ancora le criticità che non rendono possibile al Terzo settore di svolgere al meglio il proprio ruolo: la stessa collaborazione con le PP.AA. troppo spesso non è riconosciuta o consentita, mentre la riforma del Terzo settore necessita di essere attuata e resa praticabile nell’ottica della maggiore inclusione possibile di tutti gli ETS. Questo obiettivo può essere raggiunto solo se saranno davvero ascoltate le esigenze del Terzo settore, attraverso tavoli di dialogo e confronto con la Pubblica Amministrazione e il Governo.

Contemporaneamente, bisognerà portare avanti un grande lavoro culturale, per accrescere la consapevolezza dell’identità, del valore e del ruolo del Terzo settore, delle strade che si aprono per i vari soggetti e che vanno intraprese alla luce del nuovo quadro normativo.

Questo periodo storico ci offre anche preziose opportunità, leve da usare al meglio per dare slancio al nostro Paese, e nelle quali il contributo del Terzo settore può essere enorme: a partire dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma anche dagli altri fondi strutturali dell’Unione europea e del recente Piano d’Azione europeo per l’Economia sociale.

L’auspicio non può che essere quello di riuscire ad attivare sempre più energie positive nella realizzazione di una società migliore”.

Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Terzo Settore

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