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Unicef sulla Giornata mondiale dell’educazione (24/01)

23 gennaio 2024 – In occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione – il 24 gennaio – l’UNICEF Italia ricorda che oltre 600 milioni di bambini in tutto il mondo non riescono a raggiungere i livelli minimi di competenza in lettura e matematica, anche se due terzi di loro frequentano la scuola. Per i bambini che non vanno a scuola, le competenze fondamentali in lettura e matematica sono ancora più lontane.

L’istruzione inoltre è fondamentale per i bambini che vivono nelle emergenze perché contribuisce a restituire loro un senso di normalità e a superare i traumi. In particolare, l’UNICEF ricorda che:

CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE- Nessuno dei 625.000 studenti di Gaza ha avuto accesso sicuro all’istruzione dal 7 ottobre. Oltre 370 scuole, ovvero il 75% di tutti gli edifici scolastici, a Gaza sono state danneggiate o distrutte con conseguenze per 432.571 studenti (52% ragazze) e 16.209 insegnanti. Circa il 90% degli edifici scolastici sono stati utilizzati come rifugi per sfollati interni e/o hanno subito danni, la cui gravità varia da lieve (128 scuole), moderata (110 scuole), grave (96 scuole) e distrutta (8 scuole)

UCRAINA- La guerra in Ucraina ha avuto gravi conseguenze sul sistema dell’istruzione con 3.798 strutture scolastiche danneggiate e 365 distrutte. È stato stimato che l’istruzione di 5,3 milioni di bambini è interrotta. I risultati del Programme for International Student Assessment 2022 mostrano un divario significativo nelle competenze in matematica e lettura rispetto ai Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Nonostante una diminuzione dell’apprendimento online e misto nel 2023, persistono problemi di sicurezza, tanto che un quarto dei bambini impara solo online.

SUDAN- Con l’escalation del conflitto, la crisi dell’istruzione in Sudan si aggrava, 19 milioni di bambini non sono ancora in grado di tornare a scuola. Nelle regioni in cui il conflitto è attivo, 5 milioni di bambini in età scolare non vanno a scuola. A causa della guerra, 2 milioni di bambini in età scolare, di cui il 51% sono ragazze, sono sfollati interni, e 500.000 bambini in età scolare hanno superato i confini internazionali. Le scuole dove i bambini giocano, apprendono e crescono restano chiuse. L’UNICEF chiedere un’immediata riapertura delle scuole, laddove sia possibile farlo in sicurezza. Finora lo Stato del River Nile è stato il primo dei 18 stati a riaprire ufficialmente la maggior parte delle scuole con il supporto dell’UNICEF.

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