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Biennale della Prossimità 2026: a Torino esperienze da tutta Italia per ricostruire legami e partecipazione

Dall’1 al 3 ottobre Torino ospiterà la sesta edizione della Biennale della Prossimità, dedicata alle “Pratiche di democrazia profonda”: tre giorni di incontri, laboratori, percorsi urbani, arte e convivialità per mettere a confronto esperienze di welfare, partecipazione e trasformazione dei territori. Tra gli ospiti Massimo Cirri, Sara Zambotti, Andrea Morniroli, Marta Battioni e Francesco Vignarca.

 

Torino, settembre 2026 – Dall’1 al 3 ottobre Torino ospiterà la Biennale della Prossimità 2026, appuntamento nazionale che riunisce organizzazioni, istituzioni, operatori sociali, cittadine e cittadini provenienti da tutta Italia attorno ai temi della prossimità, della partecipazione e della trasformazione dei territori.

La sesta edizione avrà come titolo “Pratiche di democrazia profonda” e proporrà tre giornate di confronto pensate non come una semplice successione di conferenze, ma come uno spazio di scambio tra esperienze, pratiche e visioni. Al centro, il rapporto tra istituzioni, comunità e cittadini e il ruolo della prossimità come infrastruttura democratica e leva di trasformazione sociale.

Il programma affronta alcuni dei temi più urgenti del dibattito pubblico: diritto all’abitare, salute, educazione, welfare, giovani, lavoro dignitoso, sicurezza urbana, cultura, digitale, rigenerazione, sostenibilità eco-sociale, giustizia territoriale e cura dei beni comuni.

Il cuore della Biennale sarà composto da 13 panel e 3 macro-panel, affiancati da talk, laboratori, percorsi urbani, installazioni, presentazioni, cinema, musica e momenti conviviali. I tre macro-panel saranno dedicati alle infrastrutture sociali, alle fratture che attraversano le comunità e al rapporto tra giovani e desiderio di futuro. Cinque talk saranno invece dedicati ad altrettante parole chiave: tempo, futuro, potere, pace e giustizia.

Tra gli ospiti ci saranno Massimo Ruggeri, direttore della Biennale della Prossimità, e Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali, Diritti e Pari Opportunità della Città di Torino; Massimo Cirri e Sara Zambotti, storiche voci di Caterpillar su Rai Radio 2; Andrea Morniroli, assessore alle Politiche sociali e alla Scuola della Regione Campania ed ex co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità; Marta Battioni, vicepresidente di Legacoopsociali ed ex co-direttrice della Biennale della Prossimità; Francesco Vignarca, coordinatore delle Campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo.

Un processo collettivo che produce valore

La Biennale 2026 nasce da un percorso costruito nei mesi precedenti insieme a realtà locali e nazionali. Il programma è stato sviluppato attraverso il lavoro condiviso del Comitato Locale di Torino, che riunisce oltre cinquanta realtà tra associazioni, cooperative sociali, organizzazioni del Terzo settore e soggetti attivi nei quartieri della città, della Comunità di Pratiche e dei Promotori Nazionali – Consorzio Abele Lavoro, CNCA, Consorzio Idee in Rete, Consorzio Emmanuel, Associazione Isnet, Legacoopsociali, Scuola Centrale Formazione, Forum Disuguaglianze e Diversità, Italia che Cambia, Confcooperative Federsolidarietà e ACLI.

Più che un semplice evento, la Biennale si conferma così un processo collettivo capace di mettere in dialogo esperienze provenienti da tutta Italia e di valorizzare le pratiche di prossimità come strumenti concreti di trasformazione dei territori.

La capacità di generare cambiamento emerge anche dai primi dati dell’Osservatorio nazionale sulla prossimità, realizzato da Associazione Isnet e Università di Firenze. Le prime elaborazioni mostrano un ritorno sociale positivo: a fronte di circa 4,1 milioni di euro investiti, le pratiche analizzate generano oltre 5,2 milioni di euro di valore sociale, con un indice SROI pari a 1,27.

Per il cambiamento analizzato in termini di causalità, legato all’aumento delle attività gratuite degli stakeholder, oltre l’80% degli effetti non si sarebbe verificato senza gli interventi di prossimità. I risultati completi dell’Osservatorio saranno presentati durante la Biennale.

Tre giorni dentro Torino

La Biennale della Prossimità si aprirà giovedì 1 ottobre alle 10.30 nella Sala Conferenze Sangalli dell’Oratorio Salesiano San Francesco di Sales. Dopo la plenaria iniziale, le attività proseguiranno al Cecchi Point, che sarà il cuore di buona parte della manifestazione, con incontri, presentazioni e percorsi di coprogettazione. La cena di strada e il concerto si svolgeranno a Porta Palazzo – Tettoia dei Contadini.

Venerdì 2 ottobre panel, laboratori e talk si alterneranno per tutta la giornata. Nel pomeriggio alcuni percorsi urbani accompagneranno i partecipanti alla scoperta dei quartieri e delle esperienze di prossimità attive a Torino, mentre la sera sarà dedicata anche al linguaggio cinematografico attraverso una selezione di cortometraggi.

La giornata conclusiva di sabato 3 ottobre si svolgerà al Campus Luigi Einaudi, dove la plenaria finale “Riannodare i fili” metterà in relazione i diversi percorsi emersi durante la Biennale.

Iscrizioni aperte

La partecipazione alla Biennale della Prossimità è gratuita. Le iscrizioni ai singoli appuntamenti sono aperte attraverso Prossimatch, la piattaforma digitale che consente di costruire il proprio percorso tra le attività della Biennale, conoscere le altre persone e organizzazioni partecipanti e favorire nuove connessioni.

Il programma completo è disponibile sul sito:
https://www.biennaleprossimita.it/programma-2026/

La Biennale della Prossimità 2026 è realizzata con il sostegno di Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo, Città di Torino, Fondazione di Modena e Banca Etica. Numerosi altri enti, organizzazioni e realtà sostengono e accompagnano il percorso della Biennale. L’elenco completo è disponibile nella pagina “Sostenitori della Biennale” sul sito www.biennaleprossimita.it.

 

Per ulteriori informazioni:
https://www.biennaleprossimita.it
biennaleprossimita@gmail.com

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