Morti sul lavoro, Anmil: “non possiamo continuare a contare le vittime e non fermare questa strage”
26 Ottobre 2026
Roma, 26 ottobre 2026 – Quattro braccianti di Canicattì (AG) sono morti sulla Statale 123 mentre raggiungevano i campi. A Baveno (VB), un operaio di 48 anni è rimasto schiacciato tra un autospurgo e un muro. A Brindisi, un operaio di 51 anni ha perso la vita all’interno di un’azienda agricola, schiacciato da un macchinario che stava trasportando.
“Sei lavoratori, sei vite spezzate, sei famiglie travolte da un dolore irreparabile. Tutto questo in appena tre giorni. Non sono semplici numeri da aggiungere alle statistiche, né notizie destinate a svanire nel giro di poche ore. Sono persone che non torneranno più a casa, lasciando figli, genitori e compagni a fare i conti con un’assenza che nulla potrà colmare. È l’ennesima drammatica conferma di una strage che continua a consumarsi e alla quale non possiamo rassegnarci”, dichiara Amedeo Bozzer, Presidente Nazionale ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).
“Di fronte a queste tragedie, il cordoglio e l’indignazione non bastano. Le famiglie, già sopraffatte dalla perdita dei propri cari, si trovano spesso ad affrontare anche percorsi burocratici complessi e lunghi per ottenere risposte e giustizia, con il rischio di vedere ulteriormente aggravata la propria sofferenza. A loro dobbiamo garantire non soltanto vicinanza e solidarietà, ma anche sostegno concreto e tutela dei diritti”.
A confermare la gravità del fenomeno sono i dati INAIL relativi ai primi otto mesi del 2026: 404.809 denunce di infortunio in occasione di lavoro, in aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025; 701 denunce di infortunio mortale, in crescita del 2,9%; 74.542 denunce di malattia professionale, con un incremento del 16,3%.
“Questi dati richiedono risposte concrete, non nuove dichiarazioni di principio. È indispensabile una strategia nazionale efficace e verificabile, che rafforzi la prevenzione, assicuri controlli adeguati e intervenga sui rischi prima che si traducano in tragedie. La sicurezza deve essere una priorità effettiva, sostenuta da risorse, strumenti e responsabilità precise”, prosegue Bozzer.
“ANMIL rinnova la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e conferma la propria disponibilità ad affiancarle, offrendo ascolto, orientamento e supporto nel percorso di tutela dei loro diritti, affinché nessuno debba affrontare da solo, oltre al dolore della perdita, anche le difficoltà che ne conseguono”, conclude Bozzer.
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