Approvato il DDL Giovani, la Cnesc chiede ascolto degli enti di servizio civile e dei giovani
29 Ottobre 2026
APPROVATO IL DDL GIOVANI, SI ATTENDONO ORA I DECRETI ATTUATIVI
In vista della fase applicativa, l’auspicio della CNESC è che si ascoltino gli enti di servizio civile e i giovani per tradurre i principi in norme efficaci.
Il Senato ha approvato ieri il DDL Giovani (S. 1953), già approvato dalla Camera lo scorso luglio.
È un provvedimento che mette al centro le politiche nazionali per i giovani, mediante una delega al Governo per semplificare e coordinare la normativa vigente, e tra gli altri temi affronta la revisione complessiva del servizio civile universale.
Considerata l’ampiezza e la genericità dei criteri di delega e la mancata approvazione di emendamenti qualificanti che richiamino la finalità originaria di difesa civile non armata e nonviolenta dell’istituto e che rafforzino il ruolo della Consulta nazionale e degli enti di Terzo settore, la CNESC rimanda la propria valutazione compiuta alla fase dei decreti attuativi.
Inoltre, poiché sinora il percorso del provvedimento si è sviluppato attraverso il dialogo e l’ascolto di enti locali, Regioni e alcune rappresentanze di organismi giovanili, ma senza coinvolgere direttamente gli enti di servizio civile, il Terzo settore e la rappresentanza degli operatori volontari, la CNESC auspica che per la fase dei decreti attuativi ci sia un coinvolgimento e un ascolto di questi soggetti che – assieme alle istituzioni – rappresentano gli attori del sistema servizio civile.
“In questo quadro” dichiara la presidente CNESC Laura Milani “è ora essenziale che il riordino del SCU tenga conto in modo prioritario delle istanze di potenziamento e semplificazione espresse dagli enti di servizio civile e dalle loro reti, come la CNESC, e dalla Rappresentanza dei giovani in servizio civile. Il punto di partenza è tenere dritta la barra sulle finalità di questo istituto, in termini di difesa della patria e radicamento nella cultura della pace, dell’azione nonviolenta e dell’impegno civile dei giovani, semplificando i processi di programmazione, alleggerendo il carico amministrativo e procedurale, rafforzando l’impatto dell’esperienza a livello individuale e collettivo, in linea con quanto approvato negli specifici ordini del giorno che hanno qualificato il lavoro parlamentare e che vanno ora tradotti in disposizioni e soluzioni coerenti e efficaci.”
Roma, 29 ottobre 2026
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