Nessuna persona può essere felice da sola: il volontariato del MoVI sceglie di combattere le disuguaglianze
15 Ottobre 2026
Dal 6 all’8 novembre, a Roma, 36 reti da dodici regioni voteranno un programma che mette al centro il diritto alla felicità. In discussione ci sono cittadinanza, difesa nonviolenta, Case della comunità e il sostegno ai giovani che protestano per il clima. Venerdì 6 l’incontro pubblico con l’economista Fabrizio Barca
Roma, 15 ottobre 2026 – Il volontariato italiano vuole andare alla radice delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale. È la scelta che il Movimento di Volontariato Italiano (MoVI) porterà al voto nella sua assemblea nazionale, a Roma dal 6 all’8 novembre. Il titolo è già una presa di posizione: “Nessun* può essere felice da sol*”. Domenica 8 novembre i 78 delegati di 36 reti socie, dalla Lombardia alla Sicilia, approveranno le linee del prossimo triennio ed eleggeranno il nuovo Coordinamento nazionale.
Il programma, nato dalla Conferenza generale del MoVI, per il volontariato rivendica un ruolo “politico, nel senso alto del termine”: aiutare le persone e, insieme, agire sulle cause dei loro problemi. Parte da due principi, il diritto di ogni persona alla felicità e l’uguaglianza sancita dalla Costituzione. Da questi fa discendere sette diritti e 21 impegni concreti.
L’assemblea si aprirà venerdì 6 novembre alle 16.45 al CSV del Lazio, in via Liberiana 17, con un incontro pubblico insieme a Fabrizio Barca, del Forum Disuguaglianze e Diversità. Sabato 7 i delegati lavoreranno in gruppi alla Casa La Salle per tradurre il documento in azioni sui territori. Domenica 8, dalle 8.30 alle 13, si terrà la sessione deliberativa con mozioni ed elezioni.
Alcuni temi trattati e impegni presi toccheranno i nervi scoperti del dibattito pubblico. Il MoVI chiede che la cittadinanza italiana venga riconosciuta in tempi più brevi e certi a chi arriva nel nostro Paese, perché la considera una leva di coesione e di sicurezza. Sulla pace sceglie la difesa popolare nonviolenta e i corpi civili di pace europei, a partire dal sostegno alla popolazione ucraina. Vuole anche che i giovani del Servizio civile possano sperimentarla sul campo. Sulla libertà di espressione si schiera con i gruppi, soprattutto giovanili, che manifestano in modo nonviolento per i diritti e contro il cambiamento climatico. E mette in guardia contro le politiche repressive delle proteste.
Altri impegni guardano alla vita quotidiana dei quartieri. Le Case della comunità diventano un presidio di salute partecipato per famiglie e bambini. I centri anziani si trasformano in “Case sociali” aperte a tutto il quartiere. Le scuole restano aperte anche il pomeriggio per combattere la povertà educativa. C’è poi la sfida più nuova, l’intelligenza artificiale: secondo il movimento rischia di produrre nuove povertà se non sarà accessibile a tutti.
“Viviamo un tempo in cui crescono le divisioni e si riducono le libertà in nome di una falsa sicurezza”, afferma Gianluca Cantisani, presidente nazionale del MoVI. “Il volontariato può rispondere in un solo modo: lavorando sulle cause dell’esclusione oltre che sulle emergenze. Nessuno può essere felice da solo, ed è da qui che vogliamo ripartire. Da qui prenderà avvio la nostra Assemblea”
Silvia Bellucci
Ufficio stampa MoVI
















