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Un nuovo decreto sicurezza contro i minori: l’Alleanza per l’articolo 27 chiede politiche sociali, non più carcere

L’Alleanza per l’articolo 27 esprime ferma preoccupazione per il nuovo decreto sicurezza varato dal Governo, che ancora una volta risponde a episodi di cronaca circoscritti con misure penali generalizzate e orientate in particolare ai minorenni. Come già accaduto con il DL Caivano e con l’introduzione dell’imputabilità obbligatoria, si rafforza un modello punitivo che rischia di tradire la funzione educativa e rieducativa della giustizia minorile, prevista dalla Costituzione e dal sistema internazionale dei diritti dell’infanzia.

Il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione e l’aggravante legata all’uso dei social per l’organizzazione delle piazze sono formule estremamente ampie, capaci di colpire non soltanto condotte effettivamente violente, ma anche forme legittime di dissenso, mobilitazione e partecipazione democratica. Quando le tensioni sociali – spia di un disagio profondo – trovano sempre più spesso una risposta penale, il «sociale» e il «penale» si appesantiscono e si degradano a vicenda. La prevenzione dei reati non può ridursi alla criminalizzazione del conflitto o del disagio giovanile: occorre intervenire sulle disuguaglianze sociali, economiche, culturali e abitative che alimentano fragilità, marginalità e violenza.

L’aumento dei posti negli Istituti Penali per Minorenni va nella direzione opposta rispetto alla storia e alla ragionevolezza del sistema minorile italiano. Ciò che ha distinto la giustizia minorile è il riconoscimento della specificità dei ragazzi e delle ragazze: persone in evoluzione, da recuperare e accompagnare, anche quando hanno commesso reati gravi.

L’Alleanza ricorda che la giustizia riparativa ha trovato applicazione proprio nei procedimenti penali a carico di minorenni. Oggi, invece di estendere quel modello anche agli adulti, si tende ad «adultizzare» i minori, rendendoli più facilmente imputabili, condannabili e incarcerabili. Occorre invece investire su servizi educativi, salute mentale, famiglie, scuola, lavoro, housing sociale e comunità di accoglienza.

Solo lo scorso 24 luglio il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa aveva richiamato l’attenzione dell’Italia sul fatto che un ragazzo su sette nel nostro Paese – il 13,8% di tutti i bambini – vive in condizione di povertà assoluta, indicando la necessità di riforme strutturali e investimenti per proteggere l’infanzia dalla povertà e costruire un futuro.

A tre mesi da quel richiamo, non è stato varato alcun decreto contenente politiche e investimenti strutturali per l’infanzia e l’adolescenza.

L’Alleanza chiede quindi al Governo di abrogare con decreto urgente la misura adottata ed in caso contrario, al Parlamento di non convertirla in Legge, perché sbagliato e dannoso. Chiediamo invece ai decisori politici di avviare con urgenza un piano strutturale di politiche sociali, educative, sanitarie e abitative. Il carcere non può diventare la risposta automatica alla povertà, al disagio e alla rabbia sociale: la vera sicurezza si costruisce con diritti, servizi, comunità e opportunità concrete di futuro.

L’Alleanza per l’articolo 27 è una rete di oltre 200 organizzazioni impegnate sul tema della pena, costituitasi a Roma il 6 febbraio 2026. Le organizzazioni promotrici sono: A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI,  Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, SEAC, Sbarre di zucchero.

Roma, 22 ottobre 2026

Info:
alleanza.art27@assembleacarcere.it
tel 3336969731

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