Un nuovo decreto sicurezza contro i minori: l’Alleanza per l’articolo 27 chiede politiche sociali, non più carcere
22 Ottobre 2026
L’Alleanza per l’articolo 27 esprime ferma preoccupazione per il nuovo decreto sicurezza varato dal Governo, che ancora una volta risponde a episodi di cronaca circoscritti con misure penali generalizzate e orientate in particolare ai minorenni. Come già accaduto con il DL Caivano e con l’introduzione dell’imputabilità obbligatoria, si rafforza un modello punitivo che rischia di tradire la funzione educativa e rieducativa della giustizia minorile, prevista dalla Costituzione e dal sistema internazionale dei diritti dell’infanzia.
Il nuovo reato di partecipazione violenta a una manifestazione e l’aggravante legata all’uso dei social per l’organizzazione delle piazze sono formule estremamente ampie, capaci di colpire non soltanto condotte effettivamente violente, ma anche forme legittime di dissenso, mobilitazione e partecipazione democratica. Quando le tensioni sociali – spia di un disagio profondo – trovano sempre più spesso una risposta penale, il «sociale» e il «penale» si appesantiscono e si degradano a vicenda. La prevenzione dei reati non può ridursi alla criminalizzazione del conflitto o del disagio giovanile: occorre intervenire sulle disuguaglianze sociali, economiche, culturali e abitative che alimentano fragilità, marginalità e violenza.
L’aumento dei posti negli Istituti Penali per Minorenni va nella direzione opposta rispetto alla storia e alla ragionevolezza del sistema minorile italiano. Ciò che ha distinto la giustizia minorile è il riconoscimento della specificità dei ragazzi e delle ragazze: persone in evoluzione, da recuperare e accompagnare, anche quando hanno commesso reati gravi.
L’Alleanza ricorda che la giustizia riparativa ha trovato applicazione proprio nei procedimenti penali a carico di minorenni. Oggi, invece di estendere quel modello anche agli adulti, si tende ad «adultizzare» i minori, rendendoli più facilmente imputabili, condannabili e incarcerabili. Occorre invece investire su servizi educativi, salute mentale, famiglie, scuola, lavoro, housing sociale e comunità di accoglienza.
Solo lo scorso 24 luglio il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa aveva richiamato l’attenzione dell’Italia sul fatto che un ragazzo su sette nel nostro Paese – il 13,8% di tutti i bambini – vive in condizione di povertà assoluta, indicando la necessità di riforme strutturali e investimenti per proteggere l’infanzia dalla povertà e costruire un futuro.
A tre mesi da quel richiamo, non è stato varato alcun decreto contenente politiche e investimenti strutturali per l’infanzia e l’adolescenza.
L’Alleanza chiede quindi al Governo di abrogare con decreto urgente la misura adottata ed in caso contrario, al Parlamento di non convertirla in Legge, perché sbagliato e dannoso. Chiediamo invece ai decisori politici di avviare con urgenza un piano strutturale di politiche sociali, educative, sanitarie e abitative. Il carcere non può diventare la risposta automatica alla povertà, al disagio e alla rabbia sociale: la vera sicurezza si costruisce con diritti, servizi, comunità e opportunità concrete di futuro.
L’Alleanza per l’articolo 27 è una rete di oltre 200 organizzazioni impegnate sul tema della pena, costituitasi a Roma il 6 febbraio 2026. Le organizzazioni promotrici sono: A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, SEAC, Sbarre di zucchero.
Roma, 22 ottobre 2026
Info:
alleanza.art27@assembleacarcere.it
tel 3336969731
















