Giornata internazionale del Volontariato. 5 dicembre 2012

In occasione del 5 dicembre 2012, Giornata internazionale del Volontariato, abbiamo intervistato Fausto Casini, coordinatore della Consulta del volontariato presso il Forum del Terzo Settore.

Nel momento storico di forte crisi culturale, economica e sociale il volontariato e il terzo settore sono chiamati a svolgere un fondamentale ruolo per la tenuta del Paese e per la democrazia. Qual è oggi questo ruolo e su cosa deve puntare il volontariato?

Bisogna specificare innanzitutto che il volontariato è una condizione dell’individuo, personale e volontaria. Quando il volontariato sceglie di essere organizzato e di mettersi in rete, il suo compito primario è quello di sentirsi responsabile della comunità, e capire come e cosa si può fare per migliorare il benessere sociale di tutti gli individui, soprattutto in quegli ambiti che normalmente sono esclusi da ciò che comunemente viene considerato ‘mercato’, come gli ambiti relazionali. Il volontariato gioca un ruolo importante nella crescita della coesione sociale e rappresenta un forte elemento di tenuta tra i cittadini che, attraverso un diffuso senso di fiducia, sperimentano nuove modalità di stare assieme, di agire in maniera collaborativa e di proporre cambiamenti nei paradigmi comunicativi tra i diversi soggetti coinvolti, senza dimenticare la realtà che si vive tutti i giorni nella vita quotidiana, ma stando al passo con i tempi e con i cambiamenti in un sistema che ha cambiato le sue regole di comunicazione, di apprendimento e di educazione.

In questo momento particolare il volontariato deve far sentire la sua presenza principalmente su alcuni temi fondamentali: il modello di difesa, che significa porre attenzione al rischio e alla sua prevenzione. In quest’ottica il volontariato svolge un ruolo importante nel risolvere gli elementi di conflittualità. Contemporaneamente in Italia il volontariato gioca un ruolo rilevante rispetto al tema del territorio e dell’ambiente, nell’attenzione particolare che esso ha nel renderne l’uso efficiente e in considerazione del rapporto degli individui con esso. Infine il volontariato è l’unica tipologia di attività presente in tutti i tipi di organizzazione di terzo settore. C’è, e ne è l’origine. Il volontariato è capace di proporre nuovi modelli economici e sociali, inclusivi e solidali, che vanno al di là dei particolarismi e che richiamano tutti ad una responsabilità personale e sociale di pensiero e azione

Quali sono le richieste che il mondo del volontariato e il terzo settore fanno alle istituzioni per poter essere riconosciuti?

Il volontariato chiede di essere riconosciuto per quello che è e per quello che fa, senza che si cada in atteggiamenti paternalistici, e chiede anche di essere messo nelle condizioni di dare di più. Il volontariato chiede, al pubblico e alle istituzioni, che gli sia riconosciuta la priorità, quando esso dimostra le qualità e gli standard necessari, nelle attività di cura e sulla coesione sociale evitando di falsificare il sistema delle convenzioni senza invocare normative europee fatte per le imprese che nulla hanno a che vedere con questo mondo. Il volontariato è una scuola di cittadinanza e le istituzioni devono organizzarsi per riconoscerla e far si che il volontariato venga promosso realmente nel territorio, e non sia invece considerato solo come strumento utile per abbattere i costi o per fare a basso costo ciò che il pubblico non vuole più fare.  Le istituzioni devono sfruttare le potenzialità del volontariato in due ambiti fondamentali, quello educativo (con una maggiore e reale presenza nella scuola pubblica) e quello della comunicazione pubblica ( dando accesso e aprendo spazi anche per il volontariato al sistema della comunicazione pubblica). Quindi è necessario che ci sia chiarezza nelle relazioni, ma  anche il riconoscimento che il volontariato ha le competenze e le potenzialità per costruire nuovi modelli anche economici, e per questo deve essere sostenuto. Bisogna riconoscere infine che il terzo settore è luogo privilegiato di servizio civile che deve essere rilanciato come  esperienza di cittadinanza attiva, solo considerandolo in modo più equilibrato per la sua partecipazione al modello di difesa si invertirà la cieca cultura che vede il servizio civile come un costo.

Quando si parla di volontari le parole più ricorrenti sono il dono, la gratuità, l’impegno, la responsabilità, lo stare assieme, la fiducia. C’è qualcosa che vorresti aggiungere?

Il volontario è un liberatore. E’ una persona che è spinta dal puro desiderio di fare qualcosa, e di farlo per gli altri. Si libera quindi innanzitutto dal vincolo economico del fare solamente dietro compenso, e così facendo libera anche gli altri e crea fiducia nel fatto che si può agire per il semplice piacere di farlo. E, nella logica del dono, il volontario libera a sua volta un’altra persona di donare.

Un altro aspetto che caratterizza il volontario è la riconquista del valore della fraternità. L’attività di volontariato favorisce atteggiamenti di ‘fratellanza di società’, cioè il dare una mano e fraternizzare con tutte quelle persone ai quali i volontari pensano di poter essere di sostegno, al di là della comunità di appartenenza, come ci hanno dimostrato le grandi emergenze.