Intervista a Claudio Basso, Portavoce del Forum regionale della Liguria

radio-intervistaFonte: http://www.ligurianonprofit.it/index.php/terzo-settore/forum-ligure/249-intervista-a-claudio-basso-portavoce-forum-regionale

Intervista di Riccardo Grozio

In qualità di Portavoce del Forum regionale, quale ritiene essere la priorità sociale più  urgente?

Quella del lavoro, che però deve essere inserito in un progetto di vita. Il lavoro deve ritornare ad essere al centro della prospettiva di realizzare se stessi, in cui la componente economica e quella delle tutele abbia evidentemente un peso importante, ma ancor più deve essere fonte di soddisfazione e appunto di miglioramento delle proprie capacità.

Quale giudizio dai sulla Riforma del Terzo Settore voluta dal premier Renzi?

Ha il merito di porre la questione del terzo settore al centro delle prospettive di crescita della nostra economia, aiuta a definire un nuovo modello di sviluppo. Il terzo settore è quello che ha saputo reggere meglio la crisi che stiamo attraversando, i dati ISTAT danno addirittura percentuali di crescita nel panorama desolante dei numeri negativi delle imprese in Italia. I “lavori di cura” delle persone, dei beni comuni, del territorio sono asset fondamentali per le prospettive delle nostre comunità.

Come dovrebbero essere impostati i rapporti con  i Forum provinciali del Terzo Settore? Ci vorrebbe un maggior coordinamento?

Il coordinamento è una esigenza ineludibile. Oggi per dare soluzioni condivise alla crisi del nostro territorio, che è anche una crisi di senso, vedi il cambiamento demografico e il fenomeno delle migrazioni, serve l‘unità di intenti coordinata, lo sforzo di raggiungere gli stessi obiettivi, condivisi, di rafforzare comunità coese, solidali e inclusive.

Al di la’ della funzione di rappresentanza, quali azioni concrete potrebbero promuovere sul territorio il Forum Regionale e i forum provinciali?

In sostanza, non si tratta di “aggiungere” altre azioni concrete rispetto a quanto viene già fatto, bisogna rendere più evidente le reti sui territori, attraverso i “Patti di sussidiarietà”. Le Istituzioni pubbliche riconoscono, valorizzano e sostengono l’autonoma iniziativa dei cittadini organizzati perché svolgono una funzione sociale pubblica facendo attività di interesse generale.

I Patti di sussidiarietà si basano sul riconoscimento di questa funzione pubblica del non profit, sulla sua autonomia e capacità di organizzazione.

A volte le associazioni, legittimamente gelose della propria identità, non sono molto propense a riconoscere e a riconoscersi nel Forum. Come si può superare questa situazione?

Non c’è futuro, non c’è sviluppo, se si mantiene una mentalità autoreferenziale, limitata al proprio orticello.Partecipare alla rete del Forum significa impegnarsi per sviluppare l’aspetto non competitivo delle reti di terzo settore come elemento fondante della sussidiarietà.

Secondo il suo parere, quindi, il Forum dovrebbe intervenire non solo sul sociale, ma anche su altre questioni come la politica industriale, l’ambiente, l’educazione, ecc.  E quali sono le principali emergenze nel territorio ligure?

Sono molteplici, ogni territorio ha le proprie peculiarità negative, ma c’è una emergenza trasversale che interpella tutti, quella dell’educazione e della formazione.E’ necessario rafforzare i processi di apprendimento permanente, ce lo chiede anche l’Europa, mettendo le persone al centro dei processi di apprendimento, lungo tutto l’arco della vita.L’estensione delle sedi e delle modalità dell’apprendimento da quelle formali a quelle non formali e informali può far giocare un ruolo decisivo alle organizzazioni del terzo settore.

Ritornando nel perimetro del Terzo Settore, come giudica la difficile  situazione dei CSV, alle prese con una ulteriore riduzione delle risorse?

Rischia di diventare drammatica, dopo una stagione che ha visto anche disattenzioni su alcune criticità o la convinzione di essere sempre e comunque autosufficienti.Anche qui occorre sviluppare maggiormente le reti, anche con i soggetti del terzo settore che giuridicamente non sono regolati dalla legge del volontariato ma non per questo non sono interpellati a farlo, il volontariato, e lo stanno facendo.Comunque il ruolo fondamentale dei CSV è proprio quello di dare servizi, soprattutto formativi.

Non poteva mancare, infine, una domanda sul ruolo della comunicazione nel non profit. Si fa abbastanza? Si potrebbe fare di piu’ ?  Come?  E cosa fa il Forum?

E’ un tasto dolente, dovremo fare una riflessione congiunta tra operatori del terzo settore e operatori dell’informazione e della comunicazione. Con gli eventi alluvionali di Genova e della Liguria è ri-partita la retorica mediatica degli “angeli del fango”. Il FTS Ligure ha aderito convintamente, tra i primi, alla campagna #nonsonoangeli pensando alle tante persone normali che spendono volontariamente il proprio tempo per tenere aperto un luogo di aggregazione, per dar vita a uno sportello di aiuto, in una bottega solidale, in un bar libero dal gioco d’azzardo, in un corso di italiano per stranieri, con i ragazzi dei corsi professionali o in carcere. O in un doposcuola e organizzando una partita di pallone. Non sono “angeli”, sono persone normali che esercitano pienamente la loro cittadinanza. Ma c’è bisogno di imparare ad ascoltare e a raccontare meglio queste storie di cittadinanza. Storie concrete. Ricche anche di fallimenti e fatiche, ma preziose per i percorsi di vita di ciascuno e per la comunità nel suo insieme.  Approfitto per invitare tutti ad aderire alla campagna, a questo il link dove trovare il manifesto della campagna e i contatti per aderire: http://nonsonoangeli.wordpress.com/. Faremo proprio a Genova una iniziativa territoriale della campagna nazionale e sarà l’occasione per fare una riflessione più generale sul ruolo della comunicazione sociale in Liguria in un contesto globalizzato.

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