FTS Liguria – Intervista al portavoce Claudio Regazzoni

21073_100755246625416_7681381_nFonte: Ligurianonprofit.it

Intervista di Riccardo Grozio
Luglio 2016

A tre mesi dalla nomina come portavoce del Forum Ligure del Terzo Settore, raccogliamo le prime impressioni e le opinioni di Claudio Regazzoni, figura storica dell’associazionismo  ligure e nazionale.

Partiamo inevitabilmente dalla Riforma del Terzo Settore. Qual è il giudizio complessivo?
Da anni attendevamo questa riforma. Finalmente il Terzo Settore ha trovato un’adeguata veste giuridica che riconosce, con equilibrio, le varie componenti: volontariato, mutualismo, cittadinanza attiva, economia sociale. Si tratta di una grande occasione per sviluppare un riformismo dal basso che dia concretezza al principio di sussidiarietà, previsto dall’articolo 118 della Costituzione. Ora si tratta di capire come i decreti delegati possano dare gambe e braccia a questo oculato impianto legislativo.

Il ruolo del Forum, fortemente valorizzato dalla legge regionale, non è un po’ ridimensionato dalla Riforma?
Sicuramente la legge 42/2012, emanata dalla Regione Liguria, rappresenta un modello avanzato a livello nazionale che legittima pienamente il ruolo di rappresentanza del Forum, che è chiamato istituzionalmente a partecipare alla progettazione con gli Enti locali. La legge quadro nazionale non contiene esplicitamente ciò ma contiene elementi che vanno in questa direzione. Ora si tratta, anche in questo caso, di puntare sui decreti delegati per valorizzare il ruolo del Forum.

Nella generalizzata crisi della rappresentanza non rischia il Forum di diventare un “guscio vuoto”?
Qualche anno fa ci fu una grande discussione che contrapponeva al Terzo il Quarto Settore, quello del volontariato puro. Penso che sia una diatriba ormai superata, al punto che proprio grazie alla Riforma si può parlare, al plurale, di volontariati, che coesistono e soprattutto interagiscono in una logica di rete.

Un noto sociologo, Giovanni Moro, autore di “Contro il non profit” ha messo in dubbio l’unitarietà del Terzo Settore. (ma cosa hanno in comune una società di mutuo soccorso con un grande Centro di ricerca, una bocciofila con un Ospedale Internazionale, ecc.?). Qual è la sua opinione?
Ricordo quel contributo critico che poneva l’attenzione prevalentemente  sulla cittadinanza attiva. Io penso che queste esperienze siano fondamentali ma non possano essere slegate dalle altre componenti del terzo settore come il volontariato organizzato o la cooperazione sociale. Recentemente, ad esempio, il Comune di Genova nel redigere un regolamento per l’affidamento dei beni comuni ai cittadini attivi, in un primo tempo non ci ha interpellato. Per fortuna il 3 agosto avrà luogo un incontro in cui potremo portare il nostro contributo. Non sempre i rapporti con le amministrazioni civiche sono facili perché, tranne poche eccezioni, gli  enti locali osteggiano i patti di sussidiarietà, tendendo a privilegiare aspetti prettamente economici.

Se non sono facili i rapporti con la Giunta genovese, almeno sulla carta, amica del “sociale”, come sono quelli con la Giunta Toti?
In generale, da parte della Regione Liguria c’è il pieno riconoscimento del ruolo del Forum del Terzo Settore, sia nel welfare che nell’economia sociale. Entrando nel merito, stiamo approntando la costituzione di tavoli tematici per affrontare la complessa tematica del ridisegno delle strutture socio-sanitarie. Dalla Regione Liguria c’è attenzione e ascolto, ora attendiamo di passare alle realizzazioni concrete.

In questi giorni drammatici pervasi dalla minaccia del terrorismo globale, come vede la questione migranti. E’ stata affrontata bene in Liguria? Si potrebbe fare di più?
Qui ci tengo a precisare, e si tratta di una posizione personale, che il problema innanzitutto non è né regionale, né nazionale, ma Europeo. Si tratta di ripensare in toto le politiche di accoglienza, approntando efficaci percorsi di integrazione. Non è solo questione di quote e di gestione dei Centri. E’ un problema di sicurezza e legalità. Non c’è solo l’accoglienza aperta. Ci vogliono le regole e il rispetto delle regole. Ripeto, questa è la mia posizione personale e su questo penso sia utile aprire un dibattito all’interno del Forum.

Volendo tracciare un primo bilancio su questi primi mesi come portavoce del Forum, che cosa le pare prioritario?
E’ fondamentale rimettere al centro la partecipazione: cittadinanza attiva, volontariato, lavoro sociale. Per questo stiamo attivando reti che coinvolgono più soggetti attorno ad un tema sensibile relativo al welfare e all’inclusione. Altre reti tematiche si occuperanno anche di due nuove opportunità emerse nella nostra regione: l’agricoltura sociale e il turismo sociale. In questo percorso ci faremo affiancare da un comitato scientifico che stiamo costituendo in questi giorni e al quale hanno già aderito diversi docenti e studiosi.

Un ultima domanda sul ruolo cruciale della comunicazione. Come si potrebbe svilupparla a sostegno del Terzo Settore Ligure?
Sono fermamente convinto che ci sia un deficit nella comunicazione sociale che è in genere sottovalutata o, in alcuni casi, facile preda di drammatizzazioni sensazionalistiche. Occorre superare questa “morsa” fra il silenzio e il fragore, per trovare una forma espressiva equilibrata che sappia parlare, attraverso i media, ai cittadini della specificità del Terzo Settore. Porremo attenzione anche a questo come Forum.

 

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