Buone Notizie – Corriere – Formazione e territori per rilanciare il Terzo settore Ma si completi la Riforma – 13 agosto 2019

Risponde Elisabetta Soglio

Cara Elisabetta, a chi tocca dettare l’agenda? Trasparenza e rendicontazione sociale bastano da sole al recupero della credibilità perduta? La lettera di Stefano Arduini, direttore di Vita e la tua risposta sull’ultimo numero di Corriere Buone Notizie, lanciano al Terzo settore la sfida di dettare l’agenda per la piena attuazione della Riforma e di promuovere iniziative capaci di riconnettere il cuore che anima le tante e meritevoli esperienze di solidarietà con la fiducia dei cittadini ed anche, aggiungo io, con nuove culture politiche e amministrative. Sfide complesse, ma non impossibili che il Terzo settore ha già fatto proprie, innanzitutto collaborando a una Riforma che col nuovo quadro di regole promette di selezionare nel mare magnum degli enti non profit associazioni, imprese sociali, fondazioni quelle capaci di contribuire alla costruzione di nuove soluzioni a problemi sociali emergenti, disposte a prendersi impegni concreti per rendere evidente la coerenza tra azioni e valori e a rendicontare in modo trasparente l impatto delle risorse di natura pubblica nel realizzare azioni a vantaggio della comunità. Per questo è quanto mai importante il completamento del quadro delle regole e delle responsabilità istituzionali collegate e una rapida e piena attuazione della Riforma in tutti i suoi aspetti e a tutti i livelli. La nostra agenda è concentrata oggi sul completamento dei provvedimenti mancanti (ai nastri di partenza bilancio sociale, valutazione di impatto e schemi di bilancio), sulla predisposizione di proposte di armonizzazione normativa (già sul tavolo di Ministero e Presidenza del Consiglio quella su sport sociale), su tempi e modi per l avvio del Registro Unico del Terzo Settore e sull’invio a Bruxelles della richiesta di autorizzazioni sul dispositivo fiscale. Un impegno che richiede il concorso responsabile e convergente non solo del Ministero del Lavoro e della Presidenza del Consiglio, ma anche di altre componenti ministeriali a partire dal Mef e Conferenza delle Regioni. Il Terzo settore Made in Italy è radicato profondamente sul territorio, la norma nazionale da sola non basta, sarà determinate un recepimento coerente e sussidiario a livello regionale. L incontro di fine luglio con la Commissione Sociale della Conferenza delle Regioni rappresenta un buon inizio: un agenda comune sui temi attuativi della Riforma, indirizzi interpretativi comuni per gestire la fase transitoria in attesa del Registro unico e apertura di un confronto per l adozione di strumenti comuni per gli istituti di co-programmazione e co-progettazione previsti dalla riforma. Ma l agenda pubblica non disimpegna il fronte interno: l adozione di strumenti di trasparenza gestionale e anche di strumenti ulteriori, come il Codice di Qualità e Autocontrollo del Forum, che sfidino in questa direzione le buone pratiche degli enti, da soli non saranno sufficienti; rafforzare l etica delle organizzazioni, significa soprattutto rafforzare l etica delle persone che le guidano con un investimento costante e di lungo periodo nella formazione e sui legami di senso con le comunità in cui gli enti operano e vivono. Il Terzo settore con l anima è figlio di una paziente semina di educazione civica non solo nelle scuole ma in ogni strada, piazza, autobus della nostra vita quotidiana.