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Lavoro, infortuni in aumento. ANMIL: “costo umano insopportabile”

Comunicato stampa

 

Roma, 2 maggio 2017 – “La pubblicazione dei nuovi dati INAIL all’indomani della Festa del lavoro offre un ulteriore spunto di riflessione sul tema – afferma il presidente dell’ANMIL Franco Bettoni – ed è innegabile che, a fronte dei numeri delle denunce di infortuni mortali e no, c’è da parte nostra forte preoccupazione nel constatare che il fenomeno è in aumento su quasi tutti i fronti se si esclude l’agricoltura”.

“Sembra dunque che all’aumento degli occupati corrisponda anche un aumento di infortuni e malattie sul lavoro, a testimonianza del fatto che, in questi anni, non si è fatto abbastanza per accrescere i livelli di consapevolezza e sicurezza – aggiunge Bettoni – con un costo umano insopportabile”.

“E se questo non bastasse a colpire le coscienze – sottolinea il presidente dell’ANMIL – non va sottovalutato il pesante tributo in termini di costi sociali che il fenomeno infortunistico produce: gli indennizzi costano 5 miliardi di euro l’anno e sono milioni le giornate di lavoro perse nonché quelle dei ricoveri ospedalieri”.

“Dunque chiediamo che si ritorni ad investire in sicurezza, consapevoli che si tratta di un investimento virtuoso – aggiunge il presidente ANMIL – mentre, allo stesso tempo, va rafforzata l’attività di controllo, vanno incrementate le campagne informative e di sensibilizzazione, valorizzati gli interventi di formazione dei lavoratori e serve un inserimento  della materia prevenzione nei programmi scolastici dei bambini e dei ragazzi all’interno dei percorsi didattici”.

“Chi legge i dati deve farne un uso costruttivo e non strumentalizzarne l’analisi – conclude Bettoni: per questo occorre rendersi conto che bisogna intervenire tempestivamente nelle attività di prevenzione attuando completamente ed aggiornando con rapidità le norme; quanto all’amianto ci deve essere di monito il fatto che, ancora oggi, sono quasi mille i lavoratori che muoiono ogni anno per le conseguenze delle malattie asbesto-correlate e quindi segnali di allarme come, ad esempio,  quello relativo ai tumori derivanti dall’uso del telefonino vanno colti immediatamente e verificati con la massima serietà per realizzare gli interventi preventivi necessari e adeguati prima che sia troppo tardi”.

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