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A Torre Annunziata una nuova comunità per minori

Il prossimo 25 luglio 2017, a Torre Annunziata in provincia di Napoli, sarà inaugurata la comunità-alloggio per minori “Peppino Brancati”, una nuova struttura residenziale che ospiterà otto ragazzi tra i 14 e i 21 anni, inviati dai Servizi Sociali Territoriali e dal Centro di Giustizia Minorile.

L’inaugurazione si svolgerà a partire dalle ore 17 presso la sede di via Margherita di Savoia, 22. Interverranno l’on. Andrea Orlando, ministro della Giustizia e mons. Francesco Marino, vescovo della diocesi di Nola.

I nuovi ambienti intitolati al primo “scugnizzo” napoletano accolto da Don Bosco a Torino, sono stati ristrutturati grazie al contributo di Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS, l’ente dei Salesiani impegnato a contrastare il disagio e l’emarginazione giovanile in Italia. La comunità sarà gestita dall’associazione salesiana “Piccoli passi grandi sogni – Onlus” che già da anni accoglie minori in difficoltà presso la casa “Mamma Matilde” sempre a Torre Annunziata.

“Sulla scia di quel primo ragazzo accolto da Don Bosco e mamma Margherita nella casa di Valdocco, ancora oggi vogliamo essere casa di chi non ha casa, attraverso l’apertura della comunità Peppino Brancati””, afferma Don Antonio Carbone, direttore della comunità. “In un territorio segnato da forti problematiche sociali e delinquenziali siamo felici di ampliare le attività di prevenzione e recupero svolte da noi Salesiani attraverso l’Oratorio, il centro giovanile e queste due comunità”.

Un augurio per questa nuova esperienza arriva anche da Don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il Sociale: ““Casa che accoglie” è uno dei quattro criteri oratoriani che guidano ogni attività salesiana. Con l’apertura della comunità “Peppino Brancati” questo principio continua a concretizzarsi e a rendere protagonisti loro, quei giovani bisognosi di un ambiente educativo degno di tale nome. Tutto questo è stato possibile anche grazie ai nostri benefattori. È grazie alla loro generosità e fiducia nei nostri confronti che possiamo continuare quello che Don Bosco ha avviato più di 150 anni fa“.

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