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“Diritto all’eleganza”, il Progetto Uildm per creare inclusione

L’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare porta il proprio contributo sul tema della moda accessibile, coinvolgendo 80 studenti di sei scuole di moda nella realizzazione di abiti su misura per persone con disabilità motorie. Un progetto di sensibilizzazione per diffondere tra i giovani una cultura della disabilità e dell’inclusione con un approccio nuovo e originale. 

Milano, 17 giugno 2019Quindici abiti indossati da altrettante modelle con disabilità, valutati da un’apposita giuria composta da soci UILDM, giornalisti ed esperti del settore, hanno sfilato durante le recenti Manifestazioni nazionali dell’associazione a Lignano Sabbiadoro: è il risultato del progetto “Diritto all’eleganza”, promosso da UILDM-Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare.

L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, è nata dalla concreta necessità di aumentare l’informazione e la sensibilizzazione rispetto al tema dell’inclusione sociale della persona con disabilità, per affermare il suo  diritto ad esprimere sé stessa attraverso la cura di sé, lo stile e la scelta dei capi da indossare. Ancora oggi infatti, nonostante l’abbigliamento rappresenti uno dei tasselli fondamentali nella costruzione dell’identità sociale e culturale di ognuno, le persone con disabilità faticano a trovare abiti alla moda perché è carente l’offerta di abiti eleganti e su misura.

Molto spesso, quando c’è una disabilità si sacrifica l’eleganza in nome della comodità: questo perché la disabilità diviene elemento preponderante, che assume caratteristiche principalmente legate alla dimensione medico-riabilitativa della persona vista come bisognosa di cure, piuttosto che come persona con una propria vita e scelte personali.

Con questi obiettivi il progetto, che ha coinvolto 6 scuole di moda nazionali, ha visto gli studenti disegnare e realizzare degli abiti in base alle esigenze di vestibilità di persone in carrozzina, modificati nel taglio e in accorgimenti quali cerniere e bottoni per facilitare al massimo chi li indossa e consentire la massima autonomia anche a chi ha limitazioni di movimento.

Sei le scuole partecipanti: Apro Formazione di Alba (Cn), l’Istituto Castigliano di Asti, l’Istituto Duchessa Di Galliera di Genova, l’Istituto De’ Medici di Ottaviano (Na), l’Istituto Cremona di Pavia e l’Accademia Italiana di Moda e Couture di Torino per un totale di 80 studenti convolti. Oltre alle scuole il progetto ha coinvolto una stilista di Bologna, Haydée Lara Espinoza.

Le Sezioni UILDM locali sono entrate nelle classi e dopo alcuni incontri preliminari di sensibilizzazione per spiegare la realtà dell’associazione e l’idea di una moda accessibile, è stato chiesto agli studenti di disegnare abiti che coniugassero eleganza e accessibilità. Hanno così preso forma vestiti dai colori sgargianti, in tessuti preziosi e con inserti luccicanti, che sono stati presentati e confezionati per una speciale sfilata evento tenutasi nel corso delle recenti Manifestazioni nazionali UILDM.

 

Ad aggiudicarsi il premio per l’abito migliore, consistente in tagli di tessuto offerti da Fondazione Miroglio, prestigiosa azienda italiana di abbigliamento e di tessuti, è stata l’Accademia Italiana di Moda e Couture di Torino. Il lavoro vincitore, realizzato dagli studenti sotto la guida della docente Claudine Vincent, consiste in un abito composto da due pezzi, top e gonna in satin bordeaux con inserti in chiffon tono su tono e fiori di tessuto realizzati a mano e ricamati. L’outfit è completato da un fascinator in ecopelle platino decorato con fiori di chiffon, perle e ramificazioni di seta e borsa astuccio in ecopelle platino.

È stato indossato da Sharon Paolicelli, modella 29enne di Varese con la SMA che ha sfilato alla scorsa Milano Fashion Week.

 

L’IPSIA di Pavia si è aggiudicato invece il premio della giuria popolare, composta dagli spettatori della sfilata con l’abito indossato da Federica Leo, socia UILDM. Si tratta di un capo leggero, comodo ed elegante dalle linee semplici che danno l’idea della freschezza, con i colori che ricordano l’aurora boreale, il suo cielo e un vento che accarezza le foglie. Per l’abito è stata scelta una stampa a fiori dai toni del rosa high tech con sovrapposizione di leggera e trasparente georgette.

 

“È stata una bellissima esperienza lavorare con gli studenti; – ha dichiarato Stefania Pedroni, vicepresidente nazionale UILDM e responsabile del progettodar loro la possibilità di liberare ingegno e creatività per diffondere la cultura dell’inclusione. Ci auguriamo che questa iniziativa abbia aiutato giovani, docenti e familiari a prendere coscienza di questo tema stimolando l’abbattimento delle barriere culturali”.

 

 

 

UILDM nasce nel 1961 con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità, attraverso l’abbattimento di ogni tipo di barriera, e sostenere la ricerca scientifica e l’informazione sulle distrofie e le altre malattie neuromuscolari. Ha una presenza capillare sul territorio grazie alle 65 Sezioni locali, i 3.000 volontari e i 10.000 soci, che sono punto di riferimento per circa 30.000 persone. UILDM svolge un importante lavoro in ambito sociale e di assistenza medico-riabilitativa ad ampio raggio, gestendo anche centri ambulatoriali di riabilitazione, prevenzione e ricerca, in stretta collaborazione con le strutture universitarie e socio-sanitarie.

 

 

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