92esima Assemblea Generale AVIS, via ai lavori
29 Maggio 2026
Al Palacongressi di Bellaria-Igea Marina si è alzato il sipario sull’appuntamento associativo più importante dell’anno. Saluti dei rappresentanti istituzionali, la relazione del presidente Oscar Bianchi e gli interventi delle Commissioni di lavoro: ecco cosa è successo nella prima giornata.
Consapevolezza. È forse questa la parola che più di ogni altra deve contraddistinguere AVIS e i suoi donatori. La parola che, senza dubbio, ha caratterizzato la prima giornata di lavori della 92esima Assemblea Generale che ha preso il via venerdì 29 maggio al Palacongressi di Bellaria-Igea Marina, moderata dai componenti della Consulta Nazionale AVIS Giovani, Francesca Minori e Loris Mastroianni.
La consapevolezza di ciò che siamo, del modello italiano fondato su gratuità, volontarietà e periodicità della donazione. Lo ha ricordato il presidente Oscar Bianchi, presentando la relazione del Consiglio Nazionale in uno dei passaggi più significativi del suo intervento. Il presidente ha rivendicato quanto il modello italiano abbia dimostrato nel tempo «la sua solidità e la sua capacità di garantire sicurezza, qualità e continuità al nostro sistema sanitario». Come effetto di quella forza silenziosa, diffusa e quotidiana che è AVIS.
Di fronte a una platea di oltre mille delegati provenienti da ogni regione, Bianchi ha ribadito l’impegno a cui l’intera associazione è chiamata: la difesa del valore gratuito, anonimo e volontario della donazione di sangue e plasma. «Non possiamo permettere – ha detto – che tutto venga messo in discussione da dinamiche che rischiano di introdurre logiche di interesse o di profitto. Nel momento in cui il dono perde la sua gratuità, perde anche la sua forza».
Consapevolezza significa anche, in virtù dell’essere AVIS, capire che la propria condizione di autonomia deve essere imprescindibile. E in questo Bianchi si è rivolto direttamente ai delegati spiegando che l’associazione «è presente nei luoghi in cui si dialoga e ci si confronta con le istituzioni, ma questo impegno non può essere solo di AVIS Nazionale. La responsabilità è collettiva e chiama in causa l’intera rete associativa. Perché essere dirigenti AVIS non significaesercitare un potere. Significa assumersi una responsabilità».
Significativo poi il passaggio sulla necessità di un sempre più rapido ricambio generazionale: «Coinvolgere i giovani richiede strumenti e linguaggi diversi. AVIS deve diventare un luogo in cui le persone crescono non solo come volontari, ma come cittadini. Ecco perché dobbiamo investire sulla formazione, che sia allo stesso tempo anche valoriale, relazionale e culturale. Ognuno di noi si forma per sé stesso e ciò che costruisce dentro di sé diventa valore che restituisce alla comunità. Un’associazione forte è fatta di persone consapevoli e la consapevolezza si costruisce, non nasce per caso».
Bianchi ha inoltre ricordato come AVIS stia proseguendo il proprio lavoro di interlocuzione istituzionale nell’ottica di vedere consolidato sempre più il proprio ruolo di partner autorevole e in grado di portare contenuti e proposte sempre nuove.
Prima di lasciare la parola ai referenti delle 12 Commissioni di lavoro (Rete Associativa, Maurizio Pirazzoli; Fiscalità e RUNTS, Cosimo Luigi Bruno; Servizio Civile Universale, Ingrid Bredy; Comunicazione e bilancio sociale, Lorenzo Ceribelli; Formazione, Lorenzo Ceribelli; Terzo Settore, Kelly Belloni; Scuola, Paolo Roccuzzo; Unità di raccolta e gestione della chiamata, Paolo Roccuzzo; Giovani, Giulia Minnillo; Intelligenza artificiale e informatica, Giulia Minnillo; Politiche di genere e inclusività, Maria Gianuario; Prevenzione della Salute, Roberto Ferrari), il presidente Bianchi ha voluto rilanciare l’importanza del concetto di “fare rete” e, soprattutto, annunciare alla platea l’appuntamento per il 2027, l’anno in cui si celebra il Centenario di AVIS: «Non sarà solo un momento celebrativo, ma profondamente identitario – ha concluso – L’occasione per raccontare ciò che AVIS è stata e rafforzare la consapevolezza di ciò che vuole essere. Non sarà un evento, ma un percorso diffuso che prende forma nei territori, nelle comunità, nelle iniziative che ogni sede saprà costruire. Perché cento anni non sono solo un traguardo. Sono una responsabilità verso il futuro».
Ma la giornata di lavori al Palacongressi si è aperta, prima di tutto, con i saluti che le istituzioni nazionali e locali, sia in presenza che in collegamento da remoto, hanno voluto portare alla platea. Come il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo messaggio di saluti ha ricordato il ruolo di preziosa rete capillare che «AVIS rappresenta, un riferimento fondamentale capace di coinvolgere territori e generazioni diverse». Il Capo dello Stato ha fatto un richiamo al valore straordinario della donazione volontaria e gratuita su cui si fonda il sistema trasfusionale, «un atto non solo sanitario, ma un’espressione di partecipazione, solidarietà e responsabilità verso ogni persona della collettività».
A dimostrazione della vicinanza e della partecipazione attiva delle istituzioni alle necessità del sistema trasfusionale e sanitario in generale, è arrivato il supporto dei Senatori Sandro Sisler ed Elena Murelli, e dell’On. Luca Pastorino che, in collegamento, hanno annunciato la fondazione dell’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue: «Il nostro obiettivo – ha spiegato Sisler – è quello di agire per essere ancora più vicini a tutti voi e per affermare con forza che la politica su questo tema c’è ed è consapevole della sua importanza strategica. AVIS rappresenta un importante presidio di correttezza e trasparenza, soprattutto nella tutela dei dati dei pazienti, trattati in forma anonima e nel pieno rispetto dei principi etici. Il modello italiano, fondato sulla donazione gratuita, volontaria, anonima e non remunerata, rappresenta un’eccellenza assoluta che assicura trasparenza, evita ogni forma di speculazione e garantisce l’autosufficienza di sangue e plasmaderivati a beneficio dell’intera collettività».
E a conferma di questo, il presidente Bianchi ha voluto ricordare l’assegnazione ad AVIS di un contributo di 500mila euro per le attività di pianificazione strategica dell’associazione: «Devo ringraziare il Senatore Sisler per essersi impegnato, in fase di legge di Bilancio, per questa fondamentale decisione per le nostre attività, che rappresenta un segnale concreto dell’attenzione che le istituzioni riservano ad AVIS».
«La donazione di sangue e plasma rappresenta uno straordinario esempio di responsabilità civica e solidarietà concreta – ha aggiunto la Senatrice Elena Murelli – Grazie all’impegno quotidiano dei volontari e dei donatori, il nostro Paese può contare su una rete preziosa che contribuisce a salvare vite e a garantire cure essenziali ai pazienti. In questa direzione si inserisce anche l’emendamento 3.63 da me presentato al Disegno di legge delega per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica (A.S. 1786), che punta a rafforzare l’impegno del Paese verso l’autosufficienza nazionale di plasma».
Un lavoro che, come sottolineato dall’On. Luca Pastorino, permette di «accorciare le distanze tra la cittadinanza e le istituzioni. Il mio e nostro ruolo, in particolare con l’Intergruppo parlamentare dei donatori, è proprio quello di diventare parte integrante di questa attività solidale fornendo il nostro contributo con le raccolte di emocomponenti».
«Un esempio di coesione territoriale e comunitaria», così il Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti, ha definito l’associazione durante il suo intervento: «AVIS ha rilevanza in termini di educazione sanitaria anche sulla sensibilizzazione dei corretti stili di vita. Il sistema italiano è un modello che in Europa è invidiato da tutti: un modello di dono anonimo e volontario e, in quanto tale, doppiamente prezioso».
«AVIS rappresenta uno dei volti più autentici e generosi dell’Italia migliore – ha dichiarato la viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci – Donare il sangue è un gesto che racchiude un altissimo valore etico e civile, perché significa scegliere liberamente di mettersi al servizio della vita degli altri, senza chiedere nulla in cambio. Con oltre un milione di donatori attivi, AVIS è protagonista di una cultura della solidarietà concreta, capace di rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità. Il Governo Meloni è al fianco di realtà come AVIS perché considera il Terzo Settore un alleato fondamentale nella costruzione di un welfare più vicino alle persone. Continueremo a sostenere con convinzione il mondo del volontariato, valorizzando il contributo straordinario di chi ogni giorno aiuta i più fragili».
Durante l’Assemblea ha assunto un significato particolarmente importante e intenso la testimonianza di Chiara Mocchi, la professoressa accoltellata da un suo studente in una scuola di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, lo scorso marzo. L’insegnante ha portato il suo racconto e la sua riconoscenza ad AVIS e ai donatori perché «grazie al vostro dono ho potuto effettuare le trasfusioni durante il trasporto con l’elisoccorso e arrivare viva in ospedale. È quello che ho chiesto di fare ad amici e colleghi: donare, perché come me tante persone ogni giorno hanno bisogno di sacche di emocomponenti. Il mio ringraziamento va a tutti voi – ha detto – perché se non ci foste nessuno mi avrebbe potuto garantire le sacche che il personale sanitario mi ha trasfuso. Se non fosse per voi, la mia partita si sarebbe chiusa quel giorno. Invece se, per così dire, sto giocando i tempi supplementari, è solo grazie ad AVIS».
Oltre che dai saluti dei “padroni di casa”, i presidenti di AVIS Provinciale Rimini, Pietro Pazzaglini, e di AVIS Regionale Emilia Romagna, Roberto Pasini, la giornata è stata poi contraddistinta anche dall’intervento delle altre sigle del CIVIS, Giovanni Musso (FIDAS), Vincenzo Manzo (FRATRES) e Paolo Monorchio (Croce Rossa Italiana), e del presidente della SIMTI, Francesco Fiorin. I saluti e gli auguri di buon lavoro all’Assemblea sono stati poi portati anche dai rappresentanti di molte altre associazioni di volontariato con cui collabora AVIS: Vito Scarola (vice presidente nazionale di AIDO), Rita Malavolta (presidente nazionale di ADMO), Chiara Tommasini (presidente di CSVnet), Stefania Petroni (presidente nazionale della UILDM).
Al termine dell’intervento dei referenti delle Commissioni di lavoro, è stata la volta della relazione della Consulta nazionale AVIS Giovani, presentata dalla coordinatrice Giada Lampis. Spazio poi alle collaborazioni strategiche che AVIS da tempo sta avviando con importanti rappresentanti della società civile, dell’impresa, dello sport, del sistema sanitario e del mondo associativo. A introdurle è stato il vice presidente di AVIS Nazionale, Davide Brugnati, che ha ricordato come questi accordi abbiano l’obiettivo di «incentivare la sinergia con i vari attori e contribuire a diffondere una cultura della donazione e della cittadinanza attiva sempre più radicata ad ogni livello, creando opportunità di contatto tra diverse realtà e le singole sedi avisine che operano sui territori».
Tra i partner con cui sia a livello nazionale che locale AVIS sta organizzando iniziative di sensibilizzazione e promozione del dono, c’è Coldiretti. Dei progetti che le due realtà stanno portando avanti ha parlato il presidente Ettore Prandini, ospite sul palco del Palacongressi: «La storia di AVIS nasce da un tessuto di carattere popolare. Noi, insieme, vogliamo essere sfidanti in un periodo storico in cui il mondo non fa altro che dividersi e in tanti rimangono solo a guardare. Noi ci uniamo per essere sfidanti a favore delle nuove generazioni. Il nostro accordo – ha detto – va nella direzione di incrociare le rispettive aree di interesse e avvicinare quante più persone ad adottare lo spirito di cittadinanza attiva e stili di vita sani. Oltre al progetto “Mangia sano, vivi bene. Dona vita”, lanciato insieme ad AVIS, sempre con voi parliamo nelle scuole, perché siamo convinti che una vita sana passi prima di tutto da un mangiare sano. E le mense devono poter garantire ai nostri figli la massima qualità dei cibi offerti. Se lavoriamo insieme – ha concluso – possiamo essere sfidanti anche per questi ragazzi».
La giornata si è conclusa con l’intervento del Consigliere nazionale di AVIS, Pasquale Colamartino, che ha illustrato alla platea il progetto dell’Osservatorio Associativo.
















