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I dati del nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente sullo stato di salute delle scuole italiane

I dati del nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente sullo stato di salute delle scuole italiane
e un primo bilancio sullo stato di avanzamento dei progetti PNRR
 
La scuola italiana in perenne ritardo: pochi e troppo lenti i miglioramenti sul fronte dell’edilizia e dei servizi scolastici, resta il divario tra Nord, Centro, Sud e Isole.
Crescono nel 2025 le certificazioni di sicurezza e aumentano gli interventi di efficientamento energetico, mentre quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti e il 57,2% delle scuole non è ancora sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica. In affanno i servizi sulla mobilità sostenibile.
 
E il PNRR – con 11,65 miliardi di euro destinati all’edilizia scolastica per oltre 9.500 interventi – che in questi cinque anni doveva fare la differenza al momento ha prodotto solo lievi passi avanti: stando agli ultimi dati disponibili relativi a giugno 2026, bene interventi su manutenzione e riqualificazione, restano indietro i progetti per nuove scuole e asili nido
 
 Su 206 progetti di nuove scuole, solo l’1,9% degli interventi risulta concluso (4 scuole su 206), mentre sei progetti su dieci sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due
 
Legambiente: “Oltre agli investimenti straordinari, servono risorse ordinarie, stabili e programmabili
 per evitare un rallentamento degli interventi e consolidare i progressi raggiunti.
Al Governo indirizziamo cinque proposte per una governance dell’edilizia scolastica e dei servizi.
 
 
Sul report Ecosistema Scuola grafici e tabelle
 
La scuola italiana continua ad essere in perenne ritardo. Nel 2025 edilizia scolastica e servizi crescono troppo lentamente e a velocità diverse, mantenendo marcate differenze tra Nord, Centro e Sud della Penisola anche in termini di finanziamenti. E anche il PNRR – con 11,65 miliardi di euro di fondi per l’edilizia scolastica stanziati nel 2021 e destinati per oltre 9.500 interventi – che in questi cinque anni doveva fare la differenza ha portato, al momento, solo lievi passi avanti: bene gli interventi di manutenzione e riqualificazione, compresi quelli relative alle infrastrutture sportive, indietro i progetti su nuove scuole e asili nidi. Due i dati emblematici: nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) in Italia necessita ancora di lavori urgenti, che arrivano a uno su due nel Mezzogiorno. Sul fronte PNRR per l’edilizia scolastica, sei progetti su dieci relativi a nuove scuole sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due.
A scattare, in sintesi, questa fotografia, nel giorno in cui suona la campanella in gran parte delle regioni della Penisola, è il nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente, che quest’anno propone una doppia analisi mettendo in fila i dati 2025 sullo stato di salute di 7.188 edifici scolastici di competenza comunale, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti, e fornendo anche per la prima volta un bilancio, seppur provvisorio partendo dell’analisi dei dati del Catalogo Open Data di Italia Domani di giugno (al momento gli ultimi dati disponibili), sullo stato di avanzamento dei progetti  del PNRR per l’edilizia scolastica. I progetti in questione riguardano cinque aree di intervento, ossia nuove scuole, messa in sicurezza e riqualificazione, mense scolastiche, palestre e sport, asili nido e infanzia. A questa doppia analisi, Legambiente affianca anche un pacchetto di cinque proposteche indirizza al Governo e che hanno al centro cinque interventi chiave per migliorare la governance della scuola e dei servizi.
 
FOCUS DATI: Secondo il report Ecosistema Scuola, giunto alla 26esima edizione, nel 2025 crescono le certificazioni di sicurezza, in particolare gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5%. In aumento anche gli interventi di efficientamento energetico che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici contro il 15,9% della precedente rilevazione, segno di un patrimonio che sta migliorando ma troppo lentamente per affrontare il tema della crisi climatica. Restano, invece, disattesi alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%) ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti. Un dato che al Sud sale al 45,2% e nelle Isole raggiunge il 54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord. Altro dato preoccupante riguarda il 57,2% di scuole non ancora sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l’1,3% del patrimonio monitorato.
Preoccupa l’affanno registrato nel settore dei servizi scolastici legati alla mobilità sostenibile. Le zone 30, che dovrebbero interessare gran parte degli edifici, sono presenti solo in poco più del 35% degli edifici monitorati, mentre le strade scolastiche (strade di fronte alle scuole in cui il traffico dei veicoli a motore viene vietato o limitato durante gli orari di entrata e uscita degli alunni) interessano solo il 7,8% degli edifici. Nel 2025 lo scuolabus, servizio strategico per il diritto allo studio e sostenere le famiglie, è presente in meno di una scuola su quattro e registra i livelli più bassi nel Nord e nelle Isole, dove interessa meno del 18% degli edifici scolastici. I servizi di pedibus e bicibus restano confinati a meno del 7% degli edifici scolastici e risultano prevalentemente concentrati nelle regioni del Nord.
A livello di stanziamenti, nel 2025 i divari territoriali risultano ancora più evidenti osservando gli investimenti destinati alla manutenzione straordinaria e ordinaria. A fronte di una media nazionale di 48.054 euro stanziati per edificio, il Nord e il Centro superano rispettivamente i 64 mila e i 68 mila euro, mentre il Sud si ferma a 5.557 euro e le Isole a 10.247. Per quanto riguarda quella ordinaria, a fronte di una media nazionale di 10.592 euro stanziati per edificio, il Nord investe 14.426 euro, il Centro 7.274 euro, il Sud 7.717 euro e le Isole 4.910 euro.
 
PNRR, avanzamento lavori e fondi: Accanto a questa fotografia, fatta di luce e ombre, Legambiente aggiunge anche un’analisi sullo stato di avanzamento dei lavori legati ai fondi PNRR per l’edilizia. Se da un lato arrivano buone notizie dagli interventi relativi alla messa in sicurezza e riqualificazione (3.078 interventi e 4,86 mld di euro stanziati) e da quelli destinati alle infrastrutture sportive scolastiche (408 interventi e 310 mln di euro destinati) con rispettivamente il 42,9% e il 36,3% dei progetti già conclusi; dall’altra parte preoccupano i ritardi sul fronte progetti nuove scuole e asili nido. Su 206 progetti di nuove scuole su cui sono stati destinati 1,15 mld di euro, solo l’1,9% degli interventi risulta concluso (4 scuole su 206), il 37,9% in fase di collaudo e ben il 58,7%, ossia ben sei progetti su dieci, ancora in esecuzione dei lavori. Si tratta della quota di cantieri aperti più elevata, a conferma della maggiore complessità che caratterizza gli interventi di nuova costruzione. Per gli asili nido, su 3841 progetti avviati su cui sono stati destinati 4,37 mld di euro, quasi un progetto su due risulta ancora in fase realizzativa (45,5%).
 
Riguardo la distribuzione territoriale dei finanziamenti stanziati, questa mostra un orientamento coerente con gli obiettivi di riequilibrio territoriale del Piano, che prevedeva il vincolo di destinare almeno il 40% dei fondi al Mezzogiorno. Il Sud ha assorbito il 44,5% dei fondi destinati ai nidi, il 45,9% di quelli per le mense e il 37,2% delle risorse per lo sport, quote che aumentano ulteriormente considerando anche le Isole.  Tuttavia, i progetti localizzati nel Nord presentano importi medi superiori rispetto a quelli del Sud e delle Isole, segno di interventi generalmente più consistenti. Il divario è particolarmente evidente per le nuove scuole, dove l’investimento medio supera gli 8,2 milioni di euro per progetto nel Nord contro i 6 milioni nel Sud e meno di 4,8 milioni nelle Isole. Una tendenza che si ripete, seppure con intensità diverse, anche per riqualificazione, mense, sport e nidi. Il riequilibrio territoriale perseguito dal PNRR, sottolinea Legambiente, appare quindi più evidente nella distribuzione del numero di progetti che nella dimensione economica degli investimenti attivati.
 
“Il PNRR – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta il più grande investimento pubblico mai realizzato in Italia sull’edilizia scolastica, i risultati però ad oggi, a distanza di cinque anni, sono ancora inadeguati. Oltre agli investimenti straordinari, ottenuti grazie all’Europa e al Next Generation EU, servono risorse nazionali, ordinarie, stabili e programmabili: la manutenzione degli edifici scolastici non può continuare a dipendere esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali, ma richiede una pianificazione di lungo periodo sostenuta da flussi costanti di risorse nei bilanci statali e degli enti locali”.
 
“Il quadro che emerge quest’anno dal nostro report Ecosistema Scuola – commenta Claudia Cappelletti, responsabile nazionale scuola di Legambiente – è quello di un sistema che negli ultimi anni ha mostrato segnali di avanzamento, ma che continua a essere caratterizzato da livelli di qualità e sicurezza molto differenziati tra aree del Paese. Inoltre, la geografia dei servizi scolastici continua a coincidere in larga misura con la geografia delle disuguaglianze. Proprio per questo assume particolare rilevanza la fase che si aprirà con la conclusione del PNRR. Una volta esaurita la spinta fornita dalle risorse straordinarie del Piano, sarà fondamentale garantire la continuità degli investimenti attraverso strumenti ordinari e nuove politiche di sostegno, per evitare un rallentamento degli interventi e consolidare i progressi raggiunti. La sfida dei prossimi anni sarà quella completare gli interventi già programmati e ridurre i divari territoriali che continuano a caratterizzare il patrimonio dell’edilizia scolastica italiana”.
 
I primi segnali dopo 5 anni di PNRR: Tra alti e bassi, il PNRR sta lasciando dei segni. Cosa è cambiato nelle scuole italiane tra il 2021 e il 2025? Legambiente ha confrontato esclusivamente i Comuni presenti in entrambe le annualità, ciò che emerge va quindi interpretato come un’indicazione di tendenza, utile a leggere l’evoluzione del sistema scolastico durante la fase di attuazione del PNRR.
I segnali più evidenti riguardano la sicurezza degli edifici. Il collaudo statico passa dal 46,3% al 55,5%, l’agibilità dal 51,5% al 59,0% e la prevenzione incendi dal 45,7% al 53,9%. Cresce anche la diffusione delle energie rinnovabili, che passa dal 21,7% al 25,0%, con incrementi particolarmente significativi nel Sud e nelle Isole. Gli interventi di adeguamento sismico crescono solo marginalmente, dal 3,0% al 4,1%, rimanendo molto distanti dai fabbisogni reali del Paese. Anche la manutenzione straordinaria non mostra l’evoluzione attesa: la quota di edifici interessati da interventi negli ultimi cinque anni passa dal 60,7% al 54,7%, mentre la necessità di lavori urgenti cresce dal 29,2% al 32,1%.
 
Proposte e appello al Governo: Cinque le proposte che Legambiente rilancia oggi e che indirizza al Governo per una governance dell’edilizia scolastica. In particolare, per l’associazione ambientalista occorre: 1) Rendere l’Anagrafe dell’edilizia scolastica uno strumento pubblico di trasparenza e programmazione integrando su un’unica piattaforma pubblica e aggiornata le informazioni sullo stato degli edifici, le certificazioni, gli interventi realizzati, le risorse ricevute e i cantieri in corso. 2) Rafforzare l’Osservatorio per l’edilizia scolastica come cabina di regia permanente tornando a essere luogo stabile di confronto e co-programmazione tra istituzioni, enti locali e organizzazioni civiche. 3) Garantire scuole sicure e resilienti ai cambiamenti climatici, accelerando la messa in sicurezza degli edifici, la riqualificazione energetica e l’adattamento climatico. 4) Rafforzare la governance territoriale dei servizi scolastici attraverso i Patti educativi di comunità, promuovendo la collaborazione tra scuole, enti locali, Terzo Settore e comunità territoriali. 5) Promuovere scuole aperte, innovative e vissute oltre l’orario delle lezioni, valorizzando gli edifici scolastici come presìdi educativi, sociali e culturali al servizio delle comunità.
 
 
L’ufficio stampa di Legambiente: 3496546593 Luisa Calderaro capo ufficio stampa
 
Ilenia De Simone 371 5962334 – Rita Murgese 375 8573864
 
 
 

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