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FTS Toscana: “A 10 anni dalla legge delega serve un tagliando: fin qui troppa burocrazia e troppa poca politica”

L’assemblea regionale del Forum: “Alla Regione chiediamo di sostenere il lavoro quotidiano di Ets, lavoratori e volontari. E stop allo ‘spezzatino’ sulle deleghe che riguardano il nostro mondo”

Firenze, 14 marzo 2026 – “Dieci anni dopo la legge delega del 2016, il Terzo Settore affronta anche in Toscana ancora troppe difficoltà burocratiche e poca attenzione politica. Le nostre organizzazioni e cooperative rischiano di essere penalizzate da norme che non rispondono alla realtà quotidiana dei servizi e della partecipazione sociale”.

A dirlo è stata Claudia Firenze, portavoce del Forum toscano del Terzo Settore che raccoglie 7750 organizzazioni toscane di volontariatopromozione sociale e cooperazione  sociale, dopo l’assemblea regionale che si è tenuta nei giorni scorsi.

“Due lustri dopo la legge delega sul Terzo Settore, riteniamo giusto e utile fare un primo bilancio. La sfida dell’amministrazione condivisa è stata vinta solo a metà – continua Firenze – e il quadro fiscale attuale, basato su circolari dell’Agenzia delle Entrate, rischia di complicare ulteriormente la vita delle nostre organizzazioni. Governo e Parlamento non possono lasciare solo al fisco la regolazione del settore: serve un vero tagliando politico della riforma, per chiarire regole, risorse e responsabilità”.

“Guardando alla Toscana – sottolinea Firenze – chiediamo che la Regione faccia la sua parte sostenendo il Terzo Settore, garantendo risorse economiche, come sul tema dell’Irap, e risorse umane per assicurare la continuità delle attività e delle azioni di tutti i soggetti del terzo settore. C’è poi una questione di fondo: non possiamo più accontentarci di interlocuzioni simboliche, serve politica vera, ascolto continuo e interventi concreti per valorizzare pienamente il contributo quotidiano che Ets, lavoratori e volontari danno ogni giorno ai territori. In questo senso lo ‘spezzatino’ di deleghe relative al Terzo Settore nella giunta regionale rischia di creare confusione sia strategica che operativa, rendendo di difficile attuazione anche le promesse più sincere”.

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