Italia fuori dall’ENOC, la condanna di Arcigay: «I diritti dei minori LGBTQIA+ non sono un’ideologia»
09 Ottobre 2026
Bologna, 9 ottobre 2026 – È di «ferma condanna» il giudizio di Arcigay sulla decisione della Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, di ritirare l’Autorità italiana dall’ENOC, la rete europea delle istituzioni impegnate nella tutela dei diritti di bambine, bambini e adolescenti, in polemica con un documento dedicato ai diritti delle persone minorenni LGBTQIA+. «Definire ideologico un documento che affronta i diritti dei minori LGBTQIA+ è surreale. Se poi a farlo è una persona che non ha alcuna competenza in materia ma ha fatto carriera proprio cavalcando ideologie omofobe e transfobiche, il paradosso diventa insopportabile», dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. «I diritti dei minori non sono un’ideologia e la tutela dell’infanzia non può essere selettiva. Chi ricopre un ruolo di garanzia ha il dovere di proteggere tutte le persone di cui è chiamata ad occuparsi, senza discriminazioni. Abbandonare una rete europea di cooperazione perché non si condivide un documento significa rinunciare a un’importante occasione di confronto e incidere sulle politiche comuni a tutela dei minori. È una scelta che contestiamo con forza, anche per il messaggio che manda alle persone LGBTQIA+, specie alle più giovani, le cui difficoltà vengono snobbate proprio da chi, nella posizione più autorevole, dovrebbe farsene carico. La verità è che si butta la questione in politica perchè non si sa fare altro, perché non si è all’altezza del confronto con personalità che da sempre si occupano seriamente di questi temi. Quella che oggi ci raccontano come una posizione politica è in realtà l’ammissione di un’inadeguatezza che imbarazza tutto il Paese. È urgente per noi rimandare a casa questa Garante e chi l’ha nominata, e restituire alle istituzioni che si occupano di temi così importanti le competenze e il merito», conclude Piazzoni.
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Uff stampa
Vincenzo Branà Mob: +39 338 1350946
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