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UICI – Europa e accessibilità dei siti web degli enti pubblici

L’intero movimento della disabilità europeo, insieme a molte altre associazioni europee, ha rivolto una lettera aperta ai Ministri che si occupano di politiche digitali per chiedere che la Direttiva sull’accessibilità dei siti web degli enti pubblici, attualmente oggetto di negoziati, non venga indebolita da eccezioni che porterebbero alla discriminazione e alla marginalizzazione delle persone con disabilità nella società.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS chiede al Governo italiano di sostenere l’appello del movimento europeo della disabilità in sede dei negoziati in corso al fine di tutelare i diritti e le libertà fondamentali delle persone con disabilità nella futura realtà digitale.

Lettera Aperta

Ai:
Ministri delle Politiche Digitali di tutti i paesi membri dell’UE
Presidenti delle Commissioni Parlamentari Nazionali delle Politiche Digitali
Rappresentanti Permanenti di tutti i paesi membri dell’UE

In copia:
Al Rappresentante Permanente della Presidenza Olandese
All’Eurodeputata Dita Charanzova, Relatrice
All’Eurodeputata Vicky Ford, Presidente Commissione IMCO
Membri dell’Intergruppo del Parlamento Europeo sulla Disabilità del Parlamento Europeo
Membri dell’Intergruppo del Parlamento Europeo sull’Invecchiamento e sulla Solidarietà tra le Generazioni
Roberto Viola, Direttore DG Connect, Commissione Europea

10 Marzo 2016

Oggetto: Negoziati Trilogo sulla proposta di direttiva UE COM(2012)0721 relativa all’Accessibilità dei siti web degli enti pubblici

Le scriventi organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità intendono sollevare pubblicamente le loro preoccupazioni create dalle recenti proposte del Consiglio di ridurre significativamente il campo di applicazione della sopracitata direttiva europea.
Ci opponiamo fortemente alle deroghe proposte dal Consiglio, le quali impedirebbero a milioni di cittadini di accedere a contenuti digitali ed a servizi che ogni cittadino, ad oggi, considera scontati. Chiediamo agli Stati Membri di garantire agli 80 milioni di persone con disabilità e ai 150 milioni di persone anziane che vivono nell’UE un accesso paritario al mercato unico digitale ed ai servizi pubblici online forniti a tutti i cittadini dell’UE.
La parità di accesso all’informazione è un diritto umano sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (UNCRPD). La parità di accesso ai servizi pubblici online, a prescindere dal soggetto fornitore degli stessi, è un diritto di ogni cittadino europeo.
Non è accettabile adottare una normativa che potrebbe negare a milioni di cittadini l’accesso al mondo digitale in cui oggi viviamo. Non è accettabile legittimare barriere digitali che precludono l’accesso all’occupazione. Non è accettabile escludere milioni di persone dalla piena partecipazione nella società.
Affinché la Direttiva porti un reale cambiamento nella vita delle persone devono essere rispettati i seguenti requisiti essenziali:
– Tutti i siti web degli enti pubblici ed i siti che forniscono servizi pubblici dovrebbero essere accessibili a tutti, anche quando questi servizi vengono prestati da soggetti privati.
– La maggior parte dei contenuti digitali è ormai accessibile sui dispositivi mobili e attraverso le applicazioni, per tanto la Direttiva deve garantire sia l’accessibilità al web mobile sia alle applicazioni mobili.
– Poiché la maggior parte delle procedure online richiedono l’interazione con documenti prelevabili questi ultimi devono essere accessibili.
Inoltre, riteniamo che l’accessibilità debba essere un prerequisito quando il denaro pubblico venga utilizzato per finanziare lo sviluppo dei siti web, dei contenuti digitali, delle app mobili, altri contenuti digitali o software, in linea con i requisiti della UNCRPD e con la Direttiva UE del 2014 sugli Appalti Pubblici. I fondi pubblici non dovrebbero essere mai utilizzati per finanziare contenuti non accessibili.

La frammentazione tra i regolamenti e gli standard nazionali riduce i benefici del mercato unico digitale per le aziende, per i consumatori con disabilità e per i consumatori anziani. È invece necessario un approccio omogeneo per aumentare i benefici sociali, ridurre i costi e stimolare l’innovazione. Più eccezioni verranno incluse nella Direttiva e più il suo ambito verrà ristretto, meno sarà efficace l’armonizzazione.
Chiediamo, inoltre, che i Ministri assicurino che le disposizioni della Direttiva siano articolate e complementari a quelle nell’Atto Europeo sull’Accessibilità. È di primaria importanza che nessun servizio di interesse generale o essenziale venga escluso.

Le tecnologie stanno convergendo. Il web, il non web e i software si interconnettono in ogni momento. Nel 2014 è stato adottato uno standard europeo sull’accessibilità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (EN 301 549), il quale dovrebbe essere utilizzato integralmente ai fini della presente Direttiva.
Affinché questa Direttiva faccia la differenza e abbia un impatto significativo, gli utenti devono avere un effettivo diritto al ricorso. Un’attuazione concreta dovrebbe quindi prevedere degli appositi enti nazionali di esecuzione, nonché sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.
Sollecitiamo, pertanto, i Ministri a dare ai loro team negoziali le opportune istruzioni per sostenere i diritti di tutti i cittadini al momento di discutere con i membri del Parlamento Europeo le disposizioni della Direttiva sopracitata.
Crediamo che i Governi debbano garantire a tutti di poter beneficiare della rivoluzione digitale. Non c’è motivo di creare nuove barriere nel mondo digitale quando molte persone con disabilità e molte persone anziane le affrontano già nella realtà fisica. Sollecitiamo i Ministri a cogliere questa opportunità unica di fare la differenza per la vita di milioni di cittadini con disabilità e di persone anziane, persone che devono beneficiare di un più ampio accesso ai servizi pubblici digitali al fine di godere dei loro diritti fondamentali, così come del loro diritto alla libertà di circolazione e alla fruizione di servizi nel mercato interno europeo. Invitiamo i Ministri a rendere pienamente inclusivo il nostro futuro digitale collettivo e a non deludere i cittadini europei.
Nessuno deve essere lasciato indietro.

Firmatari:
Yannis Vardakastanis – President, European Disability Forum
Anne Sophie Parent – Secretary General, AGE Platform Europe
Stephen Russell – Secretary General, ANEC
Wolfgang Angermann – President, European Blind Union
Markku Jokinen – President, European Union of the Deaf
Marcel Bobeldijk – President, European Federation of Hard of Hearing People
Kapka Panayotova – President, European Network of Independent Living
Zsuzsanna Szilvasy – President, Autism Europe
Boris Sustarsic – President, European Alliance of Neuromuscular disorders association
Sonia Zamora – President, European Federation of Parents of Hearing Impaired Children
Michael Kalmár – Chairman, European Dyslexia Association
Lieke Zaeyen – Vice President, Action Européenne des Handicapés
Teresa Amat – President, European Association of Cochlear Implant Users
Lieven Bauwens – Secretary General, International Federation for Spina Bifida and Hydrocephalus
Maureen Piggot – President, Inclusion Europe
Olga Kalina – Chair, European Network of (Ex)Users and Survivors of Psychiatry
Miguel Ángel García Oca – President, International Federation of Persons with Physical Disabilitity
Jean-Luc Simon – Chair, Disabled Peoples’ International European Region
Christina Fasser – President, Retina International
Ricard López – President, European Deafblind Network

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