#Associati

22 aprile, Giornata della Terra. Slow Food: Tutelarla non è un’opinione, è condizione della nostra esistenza

22 aprile, Giornata della Terra. Slow Food: Tutelarla non è un’opinione, è la condizione stessa della nostra esistenza

Anche quest’anno arriva la Giornata della Terra, nata per sensibilizzare i cittadini sul ruolo fondamentale della terra per la nostra vita e aumentare la consapevolezza ambientale. Ma, da molti anni a questa parte, la ricorrenza si celebra in una situazione per la terra sempre più disastrosa. Sembra paradossale, ma nonostante studi scientifici e appelli invece di migliorare si peggiora: cementificazione, il massiccio uso di erbicidi e pesticidi, di cui il glifosato è solo uno degli esempi più noti, eccessivo sfruttamento, inquinamento, e ora anche le guerre sempre più diffusa.

 

La Giornata della Terra 2026 (56esima edizione) è legata al concetto di Our Power, Our Planet” per sottolineare che la transizione ecologica avviene anche tramite scelte quotidiane. Scelte che sono sicuramente importanti, ma che da sole non bastano: ci vuole un intervento più concreto e programmato della politica e dell’economia. La spesa quotidiana, a partire da quello che portiamo in tavola, è un atto su cui ogni persona può incidere perché ogni scelta alimentare sostiene uno specifico modello agricolo e distributivo, difende la biodiversità, la salute dell’ambiente e l’economia rurale: «Il cibo assume un ruolo centrale e decisivo – spiega Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia –. È attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite più profonde inflitte al pianeta. Le monocolture, l’agricoltura industrializzata, la logica dell’efficienza a ogni costo hanno spezzato equilibri antichi, cancellando un sapere fondamentale: il cibo non è solo nutrimento. È il punto di incontro tra l’uomo e la natura, il luogo in cui ambiente e società si intrecciano, la chiave per leggere il nostro modo di abitare il mondo. È da qui che affiora con forza il valore dell’agroecologia. Non solo come disciplina scientifica, ma come visione culturale che nasce dal basso, dall’esperienza e dall’ascolto dei territori. L’agroecologia ci insegna a osservare i sistemi agricoli come ecosistemi complessi, fatti di relazioni, di equilibri sottili, di funzioni che si sostengono a vicenda. Non si tratta semplicemente di produrre cibo, ma di farlo senza spezzare i cicli naturali, custodendo la fertilità dei suoli, rafforzando le interconnessioni tra le forme di vita, riconoscendo il valore della biodiversità, delle comunità rurali e dei paesaggi costruiti da secoli di convivenza tra uomo e natura».

 

Il cibo, la sua produzione e distribuzione, contribuisce a mettere sotto assedio la terra. Spreco, uso di chimica di sintesi, merci che percorrono migliaia di chilometri, sovrasfruttamento dei terreni sono solo alcuni dei mali di questo sistema che fa il conto su fonti che considera inesauribili: acqua, terra e aria. Purtroppo, la nostra avidità ci ha fatto dimenticare la bellezza che ogni giorno vive sotto i nostri piedi, nei campi, nei fiumi, nei paesaggi che attraversiamo distrattamente. Non riusciamo a coglierne l’utilità e l’essenzialità. Abbiamo lo sguardo rivolto altrove: «Come se fosse possibile – prosegue Francesco Sottile – comportarsi contro l’ambiente senza subirne le conseguenze. Come se proteggere la nostra casa comune non significasse, in fondo, prendersi cura di chi la abita. La Terra non è un’opinione: è la condizione stessa della nostra esistenza. Forse è proprio questo il significato più profondo della Giornata della Terra. Non sentirci, per un giorno soltanto, più “ambientalisti”, ma tornare a essere abitanti consapevoli. Comprendere che terra significa ambiente, biodiversità, relazioni. Che difenderla non è una scelta ideologica, ma una responsabilità inevitabile».

 

Ecco partiamo da qui. La terra ci restituisce segnali inequivocabili: deserti che avanzano, incendi, inondazioni, eventi climatici estremi che provocano morti e migrazioni, una incertezza sociale difficile da gestire.

Partiamo dal rispetto della terra, perché un’altra idea di mondo è possibile.

 

 

Collaborazioni

acri
anci
caritas
CEV
finanza sostenibile
fondazione triulza
istat
minstero del lavoro
Next
Social economy
welforum

Media partnership

Vita
Dire
redattore sociale
buone notizie