Ddl Lobby: Il Terzo settore non fa lobbismo
16 Giugno 2026
Nei giorni scorsi, il Forum Terzo Settore ha inviato una memoria al Senato in cui ribadisce la richiesta di eliminare il Terzo settore dai destinatari delle disposizioni contenute nel cosiddetto Ddl Lobby.
“Il testo traduce l’obiettivo, senz’altro positivo, di rendere più trasparenti i rapporti tra le istituzioni e i rappresentanti di interessi, ma dimentica che il Terzo settore non fa lobbismo”, dichiara Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore.
“Non si può mettere sullo stesso piano chi persegue interessi privati, per quanto legittimi, e chi svolge finalità di interesse generale, come appunto il Terzo settore. Lo stesso Codice del Terzo Settore (D.Lgs 117/2017), inoltre, individua nella collaborazione tra pubbliche amministrazioni ed ETS (Enti di Terzo Settore) la modalità con la quale co-costruire le politiche pubbliche, per garantire risposte più efficaci ai bisogni delle persone e dei territori: la cosiddetta ‘amministrazione condivisa’ sancita anche in una sentenza della Corte Costituzionale. In questo senso, il Ddl Lobby appare in contrasto con questi principi e con il riconoscimento delle finalità pubbliche e delle funzioni sociali del Terzo settore”.
“Peraltro, se il testo venisse approvato – sottolinea ancora Moretti – anche le piccole realtà, le associazioni, il volontariato, nel dialogare e collaborare con le istituzioni locali, dovrebbero adempiere a una serie di pesanti obblighi burocratici, che si aggiungerebbero ai già tanti che gravano sul Terzo settore. Si rischia così di ostacolare e scoraggiare significativamente le attività sui territori, oltre che la partecipazione alla ‘cosa pubblica’ della società civile organizzata”.
“Dopo il primo via libera già avvenuto alla Camera – conclude il portavoce del Forum Terzo Settore – il Senato ha stabilito che il Ddl verrà approvato in Commissione Affari costituzionali in sede redigente, dunque senza la discussione in Aula. Non possiamo che ribadire la nostra contrarietà ad un testo così formulato e auspichiamo che il Parlamento possa ponderare approfonditamente i suoi effetti negativi e contraddittori”.
















