Povertà energetica, 2,4 milioni di famiglie coinvolte: da Torino le proposte per garantire il diritto all’energia accessibile
17 Giugno 2026
Abitare in Classe A: da Legambiente e Kyoto Club, proposte contro la povertà energetica e per la transizione giusta nel Forum che ha coinvolto istituzioni, associazioni e stakeholder per trasformare la transizione energetica in un’opportunità di inclusione sociale e riduzione delle disuguaglianze
In Italia circa 2,4 milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà energetica e sono costrette a limitare i consumi fino a compromettere salute, benessere e qualità della vita. Allo stesso tempo, il patrimonio edilizio nazionale continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema energetico: gli edifici sono responsabili di oltre il 40% dei consumi energetici e del 36% delle emissioni di CO₂, mentre circa due terzi degli immobili certificati rientrano ancora nelle classi energetiche più basse.
È da questi numeri che è partito il Forum “Abitare in Classe A. Il diritto all’energia accessibile per tutti e tutte nella transizione ecologica”, promosso da Legambiente e Kyoto Club nell’ambito della campagna #perunsaltodiclasse e ospitato oggi a Torino presso Ultraspazio.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo, della ricerca e del settore energetico con l’obiettivo di costruire proposte concrete per garantire il diritto all’energia accessibile e affrontare una delle principali emergenze sociali e ambientali del Paese. Tra i partecipanti Stefania Crotta, Direttrice Generale della Direzione Programmi e Incentivi Finanziari del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, insieme ai rappresentanti del Forum Disuguaglianze e Diversità, Aisfor, OIPE, ènostra, ARSE, Fondazione Giuseppe Di Vittorio e UNCEM.
Il confronto ha evidenziato come la vulnerabilità energetica non sia più legata esclusivamente alle difficoltà di riscaldamento durante i mesi invernali. In un Paese mediterraneo come l’Italia, l’aumento delle temperature e degli eventi climatici estremi rende sempre più difficile per molte famiglie mantenere condizioni abitative adeguate anche durante l’estate, aggravando le disuguaglianze sociali e territoriali. Per questo motivo la povertà energetica non può essere affrontata esclusivamente attraverso misure emergenziali o contributi economici per il pagamento delle bollette. È necessario intervenire sulle cause strutturali del problema, a partire dalla qualità energetica delle abitazioni e dall’accesso alle tecnologie più efficienti.
La riqualificazione energetica degli edifici rappresenta infatti una delle misure più efficaci per ridurre in modo permanente la spesa energetica delle famiglie, migliorare il comfort abitativo, tutelare la salute e contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici. La differenza tra un’abitazione in classe energetica A e una in classe G può tradursi in una riduzione dei consumi fino all’80%, con benefici significativi soprattutto per i nuclei più vulnerabili.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle opportunità e alle sfide poste dalle direttive europee sull’efficienza energetica degli edifici, sulla riduzione dei consumi e sulla tutela dei consumatori vulnerabili. Secondo i partecipanti, l’Italia deve accelerare l’adozione di politiche capaci di trasformare gli obiettivi europei in strumenti concreti di inclusione sociale e sviluppo sostenibile.
Tra le proposte avanzate da Legambiente figurano il rafforzamento del Reddito Energetico Nazionale con l’estensione del supporto a sistemi di accumulo e pompe di calore, la riduzione dell’IVA per pompe di calore e per l’energia consumata da queste, la riduzione dei costi fissi in bolletta dovute all’elettrificazione dei consumi, l’introduzione di strumenti finanziari innovativi come il leasing sociale e strumenti per una maggiore accessibilità agli interventi di efficientamento per le famiglie a basso e medio reddito coinvolgendo anche soggetti come SACE e CDP ancora troppo coinvolti nel sostegno a progetti e infrastrutture fossili.
Accanto alle misure dedicate al settore residenziale, è emersa la necessità di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili attraverso la progressiva eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, la semplificazione delle procedure autorizzative, il potenziamento delle reti elettriche e dei sistemi di accumulo e una pianificazione territoriale in grado di coinvolgere attivamente comunità e amministrazioni locali. Infatti, solo con la diffusione delle tecnologie pulite e politiche strutturali ed efficaci di efficienza energetica è possibile ridurre in modo sistematico i costi energetici per famiglie e imprese, come accade oggi in Spagna che grazie proprio a massicci investimenti nelle fonti rinnovabili paga l’energia elettrica all’ingrosso circa un terzo dell’Italia.
«La lotta alla povertà energetica non può limitarsi a interventi emergenziali o al semplice sostegno al pagamento delle bollette. Occorre intervenire sulle cause profonde della vulnerabilità energetica, partendo dalla qualità delle abitazioni e dall’accesso alle tecnologie più efficienti. Rendere accessibili le rinnovabili, l’elettrificazione dei consumi e gli interventi di riqualificazione degli edifici significa ridurre strutturalmente la spesa delle famiglie, migliorare la qualità della vita e accelerare la decarbonizzazione del Paese. A tal proposito è urgente che i Governo dia chiari segnali in questa direzione; invece, siamo ancora nella condizione di non aver recepito la Direttiva EPBD e ancora non esiste una bozza di piano per la riqualificazione degli edifici nelle peggiori classi energetiche, così come non si sa nulla del Piano Sociale per il Clima», ha dichiarato Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente.
«La transizione energetica sarà possibile solo se sarà giusta e saprà rispondere ai bisogni dei più vulnerabili, che oggi, per l’aumento esponenziale delle disuguaglianze degli ultimi 15 anni, per l’impoverimento del lavoro dipendente e la crescita della precarietà, non hanno né capitali da investire nell’innovazione energetica né capienza fiscale per accedere alle detrazioni. Servono politiche pubbliche strutturali e di lungo periodo, che superino i bonus emergenziali e che, anche attraverso investimenti nazionali e rinforzo delle infrastrutture sociali nei territori, garantiscano la partecipazione delle fasce più fragili, che oggi rappresentano la maggioranza della popolazione, alla transizione», ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità.
Dal Forum è emerso un messaggio condiviso: il diritto all’energia accessibile deve diventare uno degli assi portanti delle politiche climatiche e sociali del Paese. Solo attraverso una strategia integrata che unisca efficienza energetica, rinnovabili, tutela dei consumatori vulnerabili e riduzione delle disuguaglianze sarà possibile costruire una transizione ecologica realmente giusta e inclusiva.
Il Forum “Abitare in Classe A” rappresenta il primo passo di un percorso di confronto tra istituzioni, associazioni e attori economici finalizzato a costruire proposte condivise per contrastare la povertà energetica e accompagnare il raggiungimento degli obiettivi climatici europei, mettendo al centro il diritto all’energia accessibile per tutti e tutte.
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