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Non autosufficienza: Auser, “Piani nazionali ancora deboli, servono più risorse e vera integrazione tra sociale e sanitario”

Roma, 20 aprile 2026

I Piani nazionali per la non autosufficienza e per l’assistenza agli anziani rappresentano un passaggio importante, ma risultano ancora insufficienti per rispondere ai bisogni di milioni di persone fragili e delle loro famiglie. È quanto emerge dalle valutazioni di Auser Rete Associativa Nazionale ETS sui due strumenti di programmazione pubblica.

Secondo Auser, l’attuazione dei Piani è fortemente condizionata da ritardi nelle riforme in corso e da criticità operative. Tra queste, il mancato completamento degli interventi del PNRR, in particolare sullo sviluppo delle Case della Comunità e dei Punti Unici di Accesso, fondamentali per garantire una presa in carico efficace e personalizzata delle persone non autosufficienti.
Preoccupano inoltre i dati relativi alla riforma della disabilità e alla sperimentazione della prestazione universale, che evidenziano una riduzione delle domande accolte e criteri di accesso troppo restrittivi, con il rischio concreto di escludere migliaia di cittadini dai propri diritti.

Due piani da integrare, non da separare

Auser sottolinea la necessità di una valutazione congiunta dei due Piani, considerati complementari: il Piano nazionale per la non autosufficienza (PNNA) copre la popolazione fino ai 70 anni, mentre il Piano anziani – non ancora adottato – riguarderà gli over 70. Una distinzione che, senza adeguato coordinamento, rischia di generare frammentazione e discontinuità nei servizi.
Tra le principali criticità segnalate:

  • scarsa integrazione tra servizi sociali e sanitari;
  • criteri di riparto delle risorse non sempre coerenti con i bisogni reali;
  • carenza di finanziamenti strutturali aggiuntivi; 
  • ritardi nell’adozione e nell’attuazione dei Piani; 
  • difficoltà di coordinamento tra livelli istituzionali e territoriali. 

Le proposte: un sistema unico di presa in carico

Per superare queste criticità, Auser propone un rafforzamento dell’integrazione tra i due Piani a tutti i livelli: a livello nazionale, definire un modello unico di presa in carico e strumenti condivisi di valutazione; a livello regionale, adottare una programmazione integrata e una governance unitaria; a livello territoriale, garantire Punti Unici di Accesso realmente operativi e multidisciplinari; rafforzare il ruolo del progetto personalizzato e introdurre figure di case manager per i casi complessi.
Fondamentali anche un sistema informativo integrato, la formazione congiunta degli operatori e il coinvolgimento strutturato dei caregiver e del terzo settore.

Il punto focale: investimenti adeguati

Senza investimenti adeguati e un reale coordinamento tra i servizi – conclude Auser – i Piani rischiano di rimanere strumenti deboli, incapaci di garantire diritti e qualità della vita alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie”.

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