Federconsumatori: cooling poverty, con il caldo aumentano i costi per rinfrescarsi
01 Luglio 2026
Energia: caro-fresco, quanto mi costi! Il caldo aumenta, i costi per rinfrescarsi anche. Federconsumatori analizza le disparità della cooling poverty.
L’Italia è nella morsa del caldo da giorni e le famiglie, per trovare respiro, sono costrette a ricorrere a un uso sempre più intensivo di condizionatori e ventilatori, escogitando ogni strategia per rinfrescare le proprie abitazioni.
Una celebre massima recitava “Tutti nella vita hanno la stessa quantità di ghiaccio. Il ricco l’ha d’estate, il povero d’inverno.” Purtroppo, è proprio così, le possibilità di accedere al fresco non sono uguali per tutti: si chiama cooling poverty la nuova frontiera della disuguaglianza nel raffrescamento.
Una povertà che investe diverse dimensioni, dalla riqualificazione energetica delle proprie abitazioni alla dotazione di impianti per il raffrescamento ad alta efficienza energetica, dalla disponibilità di reti di supporto e infrastrutture sociali per fronteggiare il caldo all’accesso a informazioni e conoscenze per tutelarsi.
Ma quanto costa questa disparità? Federconsumatori ha calcolato la differenza tra la spesa per contrastare il caldo di 2 tipologie di famiglie (nucleo composto da 3 persone): una con impianti di condizionamento ad alta efficienza energetica e una con un impianto datato e poco efficiente.
La differenza è allarmante: la spesa per la famiglia dotata di un impianto a bassa efficienza (159,20 euro al mese) raggiunge addirittura il 140% in più rispetto a quella che ha condizionatori ad elevata efficienza energetica (66,40 euro al mese).
| Spesa mensile per 2 condizionatori alta efficienza | Spesa mensile per 2 condizionatori bassa efficienza |
| 66,40 euro | 159,20 euro |
La stima è calcolata per un utilizzo giornaliero di 7 ore.
Anche dotarsi dei condizionatori non è una spesa per tutti…
La disparità parte dal prezzo di acquisto: nella gran parte dei casi i modelli più efficienti e performanti sono i più costosi. L’acquisto di un condizionatore mono split varia da 299,00 a 529,00 euro, uno di classe energetica superiore, invece, può arrivare a costare 1.499,00 euro, con un aumento medio del +4,5% rispetto allo scorso anno.
Costi a cui si aggiungono quelli di installazione, che, per un elemento, variano da 155,00 a 360,00 euro a seconda della complessità del lavoro.
L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei prodotti per rinfrescarsi, non solo i condizionatori, ma anche deumidificatori e ventilatori, registrando un aumento medio rispetto al 2025 del +2,4%.
| 2025 | 2026 | Var. % | |||||
| da | a | da | a | da | a | ||
| Climatizzatore fisso mono | Classe energetica A++ | 289,00 € | 499,00 € | 299,00 € | 529,00 € | 3% | 6% |
| Classe energetica A+++ | 949,00 € | 1.454,00 € | 999,00 € | 1.499,00 € | 5% | 3% | |
| Deumidificatore | Serbatoio 2 l | 49,00 € | 169,00 € | 49,90 € | 169,00 € | 2% | 0% |
| Serbatoio 5 l | 179,90 € | 448,00 € | 189,00 € | 445,49 € | 5% | -1% | |
| Ventilatore | 3 velocità | 19,90 € | 99,00 € | 19,90 € | 99,99 € | 0% | 1% |
| 20 velocità | 119,00 € | 279,00 € | 122,49 € | 279,00 € | 3% | 0% | |
| A soffitto | 289,00 € | 338,00 € | 299,00 € | 345,00 € | 3% | 2% | |
| Portatile | 5,70 € | 19,60 € | 5,99 € | 19,90 € | 5% | 2% | |
| Installazione condizionatore | 150,00 € | 349,00 € | 155,00 € | 360,00 € | 3% | 3% | |
Esistono, in ogni caso, dei bonus di cui usufruire per attenuare queste spese.
L’Ecobonus consente di detrarre il 50% della spesa, su un massimo di 30.000 euro, per l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza nella prima casa. I condizionatori inverter con funzione riscaldamento rientrano in questa categoria, a patto che sostituiscano un impianto esistente a combustibile fossile e rispettino i requisiti tecnici previsti dal decreto ministeriale. Per le seconde case o le altre tipologie di immobile, la detrazione scende al 36%. Ricorda: per accedere alla detrazione il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, con causale specifica che richiami la normativa di riferimento.
Esiste, poi, il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE: si tratta di un contributo diretto che può coprire fino al 65% della spesa ammissibile, a seconda del tipo di intervento e del soggetto richiedente. Non esistono dei parametri di reddito per accedervi e, per le medesime spese, non è cumulabile con altre detrazioni.
Emergenza blackout e indennizzi.
Con la crescita del consumo energetico dovuto all’utilizzo prolungato dei climatizzatori aumentano anche i blackout. L’infrastruttura elettrica è sotto pressione e, in molte città e quartieri, si registrano blackout legati a guasti delle reti di distribuzione. Al momento i centri maggiormente colpiti risultano Torino e Napoli, ma anche Milano e dintorni. Se l’interruzione di corrente si prolunga per molte ore, ricordate che avete diritto a un indennizzo!
Quando la corrente manca per molte ore, l’utente ha diritto a un indennizzo previsto da Arera. Si tratta di una somma forfettaria che il venditore di energia accredita direttamente in bolletta. Il diritto al ristoro scatta: dopo 8 ore consecutive di interruzione per le utenze domestiche dei Comuni con più di 5.000 abitanti; dopo 12 ore continuative nei Comuni sotto i 5.000 abitanti.
Per le utenze domestiche l’importo dell’indennizzo parte da circa 30 euro e cresce di 15 euro per ogni ulteriore intervallo di 4 ore di interruzione, fino a un tetto massimo di 300 euro. L’accredito, erogato in automatico, avverrà in bolletta sotto una voce dedicata ai rimborsi per il mancato rispetto dei livelli di qualità fissati dall’Autorità. Se l’utente non è in regola con i pagamenti delle bollette, il venditore non è tenuto a corrispondere l’indennizzo.
Ma non esiste solo l’indennizzo automatico: se a causa del blackout hai subìto un danno concreto e dimostrabile puoi inviare un reclamo scritto per chiederne il risarcimento. Per maggiori informazioni e assistenza Federconsumatori è a tua disposizione con i suoi sportelli presenti in tutta Italia.
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